Pubblicità, ecco tutti i numeri della crisi targati Nielsen

Il 2012 è stato un vero e proprio annus horribilis con gli investimenti pubblicitari calati del 14,5%, il dato peggiore degli ultimi 20 anni. E non lascia scampo nemmeno il primo trimestre del 2013

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Da oggi c’è un dato in più per quantificare la crisi della pubblicità made in Italy. Quello fornito dalla Nielsen, l’azienda di misurazione e analisi di acquisti e consumi. Nel 2012, gli investimenti pubblicitari sono calati del 14,5%.

nielsenQuello trascorso, quindi, è stato l’anno peggiore degli ultimi 20, facendo scendere di ben 8 miliardi il giro d’affari. E’ stata la prima volta dal 2003.

Il fatto che il precipizio verso il segno meno non accenna ad arrestarsi. Infatti, non va meglio nemmeno nel primo trimestre 2013: il fatturato complessivo si e’ fermato a poco meno di 1,7 miliardi di euro con una variazione del 18,9% rispetto allo stesso periodo del 2012.

La Nielsen ha presentato questi dati al Forte Village di Santa Margherita di Pula assieme a un nuovo strumento per misurare l’efficacia del messaggio pubblicitario sul web, la piattaforma Nielsen Online campaign ratings.

Sta di fatto che, quello pubblicitario, è un decremento che ha coinvolto tutti i mezzi di comunicazione, a cominciare dai periodici (-18,4%), quindi i quotidiani (-17,6%), la Tv (-15,3%) e la radio (-10,2%).

In controtendenza solo il mercato su Internet che e’ in espansione con un +5,3%, mentre e’ emergente il settore smartphone e mobile con un +13% in Italia dove si registra il 62% di penetrazione dello strumento.

Ci si può consolare solamente col fatto che in ambito europeo, dove il calo della pubblicita’ e’ stato piu’ contenuto, -4,2%, l’Italia non e’ il Paese messo peggio in assoluto. In Spagna, infatti, si registra un decremento del 18%. Sopra la media Ue, invece, la Francia con -3,5%.

La contrazione del budget ha coinvolto quasi tutti i settori, tra i quali l’alimentare (-15,9%) e l’automotive (-15,7%), ma anche le telecomunicazioni (-18%), mentre turismo e viaggi fanno l’eccezione con un segno positivo (+5,1%).

Anche se cala il quantitativo del budget destinato alla pubblicita’, tiene sostanzialmente il numero degli inserzionisti, ma sempre grazie ad un +20% su Internet.

”Il mercato pubblicitario vale nel mondo 557 miliardi di dollari ed e’ un mercato in crescita soprattutto grazie al traino degli Stati Uniti – ha sottolineato Roberto Pedretti, Managing Director di Nielsen Italia – Tra le situazioni, al contrario, che hanno segnato un rallentamento c’e’ l’Asia, dove ci sono state restrizioni della pubblicita’ che hanno riguardato la Cina”.

La sfida di Nielsen ora e’ quella di misurare i risultati ottenuti dalle campagne pubblicitarie su Internet. ”Nielsen ha investito su un nuovo strumento on line – ha spiegato Luca Bordin, General manager media sales and solution di Nielsen – Attraverso Facebook come data provider, il sistema, con una validazione dei cookies, riesce ad ottenere dati aggregati per sesso ed eta’ in forma anonima e criptata che permettono di seguire anche compagnie piccole e con dettaglio sito per sito, giorno per giorno e per target demografico”.

Magari, servirà a segnalare la risalita.