“Post offensivi accanto alle pubblicità”. Così gli inserzionisti si disamorano di Facebook

Nissan, Nationwide e Unilever hanno già sospeso i loro messaggi pubblicitari: Zuckerberg avvisato, mezzo salvato

twitter@g_santaniello

Facebook avvisato, mezzo salvato. Sempre più aziende starebbero pensando di abbandonare il social network più famoso al mondo perchè giudicano le loro inserzioni troppo vicine ai post offensivi.

zuckerbergDavanti a questo stato di cose, non serve nemmeno la pubblicità mirata attraverso la quale gli utenti vengono raggiunti da messaggi promozionali costruiti sulla base dei loro gusti e delle loro ricerche sul web.

Ma quali sono le aziende pronte a salutare Zuckerberg e compagnia bella? Prima tra tutte la Nissan, ma anche la Nationwide, gruppo finanziario del Regno Unito, e la multinazionale Unilever. Hanno già deciso di sospendere il loro rapporto con Facebook in quanto al fianco delle loro inserzioni sono comparsi contenuti pubblicitari con sfumature misogine. Il che non è passato certo inosservato sulla Rete.

Come rivela il Financial Times e riporta l’Huffington Post italiano, per Facebook, quindi, “è un momento fondamentale: deve riuscire a controllare i contenuti che vengono pubblicati per evitare che finiscano vicino a inserzionisti con una reputazione da difendere. Nei primi tre mesi del 2013, il gruppo californiano ha generato ricavi di 1,46 miliardi di dollari, con un aumento del 38% rispetto allo stesso periodo dello stesso anno soprattutto grazie all’implementazione di nuovi strumenti che permettono agli inserzionisti di indirizzare le loro pubblicità ai singoli utenti. Facebook ha subito rimosso i messaggi, ma i dubbi – secondo il giornale di Lucia Annunziata – restano tutti”.