Se nel 2013 i Boy Scout d’America aprono le porte ai gay

Fratelli coltelli: la decisione assunta dal Consiglio nazionale rischia di portare allo scisma. Ma è già stata una lotta all’ultimo sangue con gli sponsor dell’organizzazione

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Nel 2013 capita che i Boy Scout d’America aprano le porte ai ragazzi gay, arrivando dopo anche la Marina. Ma che la storica svolta sia avversata, oltre che da parecchi appartenenti all’organizzazione, anche da vari sponsor che minacciano di non sovvenzionare più l’associazione.

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Ecco: la cosa è talmente seria che oltre a far ballare un bel po’ di dollari, rischia di portare dritti dritti allo scisma. Un vero smacco per l’associazione fondata nel 1910 da William D. Boyce, Ernest Thompson Seton e Daniel Carter Beard.

Ma tant’è: dopo anni di dibattito, il movimento BSA (Boy Scout d’America) ha preso la decisione di eliminare il bando che finora impediva a chi era apertamente omosessuale di farne parte. Una decisione difficile, riporta l’Ansa, presa da circa 1.400 delegati riuniti nel loro Congresso nazionale di Grapevine, paradossalmente, una città di uno degli Stati più conservatori d’America: il Texas.

C’è da dire che il testo della riforma epocale, spinta con forza anche da Barack Obama, mantiene comunque il divieto riguardo alle persone omosessuali adulte che volessero essere i leader dell’organizzazione.

Si tratta, quindi, ‘solo’ del cambio di una regola in vigore da 22 anni e che avra’ un impatto immediato su circa 100 mila gruppi scout americani che organizzano piu’ o meno 3 milioni di ragazzi e un milione di adulti.

Ma, a questo punto, come accennato, si prevede il rischio di uno strappo interno alla organizzazione: alcuni gruppi, anche prima del voto, avevano gia’ fatto sapere che avrebbero lasciato la struttura in caso di via libera ai ragazzi gay. Altri, invece, avevano chiesto che si aprissero le porte anche agli adulti omosessuali.

A giocare un ruolo chiave, oltre che la forza economica esercitata dagli sponsor, quella morale esercitata dai gruppi religiosi, visto che almeno il 70% degli Scout d’America sono sovvenzionati da organizzazioni (anche) di questa natura.

Alla vigilia del voto il capo della Southern Baptist Church, Frank Page, aveva chiesto di non cambiare le regole e mantenere il bando ai gay. Di contro, la Church of The Jesus Christ Latter-day Saints, il partner piu’ grande degli Scout Usa, aveva tacitamente dato il suo via libera al piano.

Non è affatto una questione da poco, quindi. Anche perché a far parte degli Scout d’America ci sono personalita’ di massimo rilievo come amministratori delegati di colossi economici quale la compagnia telefonica AT&T o Ernst&Young.

Per capire la sua autorevolezza, poi, basti pensare che il presidente onorario del BSA e’ lo stesso Barack Obama. Nessuno si stupisce, quindi, che della partita sono anche sponsor, marchi, loghi. E lobby.