E il buon marketing fa riplendere l’arte della Città Eterna

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Dopo il restauro e il successo riscosso ad un’esposizione negli Stati Uniti, torna dopo secoli accanto al Marco Aurelio, al Campidoglio, il Leone che azzanna il Cavallo, un’opera simbolo dell’Urbe. Che ora si candida a rilanciare Roma nell’età del turismo di massa

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Quando il marketing fa risplendere l’arte. La notizia è che dopo secoli torna a vivere accanto al Marco Aurelio, in Piazza del Campidoglio, il Leone che azzanna il cavallo, un gruppo marmoreo di eta’ ellenistica, antico simbolo della citta’ di Roma.

leone che azzanna cavallo

Il monumento, restaurato con il contributo dei Cavalieri di Colombo e fiore all’occhiello di ‘The Dream of Rome’ – programma di promozione culturale di Roma Capitale negli Stati Uniti -, e’ stato esposto per 9 mesi nell’atrio centrale della pompeiana Villa dei Papiri, cuore architettonico del Getty Villa, a Malibu, in California. E grazie alle centinaia di migliaia di visitatori che lo hanno ammirato in questi mesi, l’immagine del Leone – poco nota al grande pubblico per essere stata collocata per quasi un secolo in una zona non aperta ai visitatori del giardino Caffarelli – e’ iniziata a circolare tra il pubblico americano e non solo.

A dare il benvenuto all’opera nell’esedra, accanto al Marco Aurelio, oggi, e’ stato il sindaco Gianni Alemanno. Fu lui, lo scorso agosto, a consegnare ‘in prestito’ la statua a Los Angeles.

Approfittando degli accordi di collaborazione scaturiti dallo sviluppo del programma The Dream of Rome, il sistema museale della citta’ eterna si e’ garantito non solo la pubblicita’ di un’opera destinata a diventare una delle piu’ importanti attrazioni dei Musei Capitolini, ma al contempo una valorizzazione dello straordinario patrimonio custodito dai musei che fanno capo alla Sovrintendenza di Roma Capitale. Un colpo da marketing 10 e lode.