Neymar al Real? Affare di sponsor

Tutto il calcio marketing per marketing: il sogno di Florentino Perez rischia di infrangersi davanti ai super-contratti che l’asso brasiliano ha sottoscritto con Nike, Red Bull, Panasonic, Banco Santander e Volkswagen. E allo sgambetto del Barcellona

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Se il trasferimento di un calciatore è un affare che coinvolge multinazionali del calibro di Nike, Red Bull, Panasonic, Banco Santander e Volkswagen, quel calciatore non può che essere capace di fare dribbling ubriacanti e non rispondere al nome di Neymar.

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Florentino Perez sembra disposto a tutto pur di portare l’asso brasialiano al Real Madrid. Secondo il quotidiano spagnolo ‘As’, il numero uno del club sarebbe disposto ad offrire all’attaccante della Selecao 10 milioni netti di euro a stagione per sei anni, esattamente la stessa cifra che percepisce oggi Cristiano Ronaldo.

Secondo ‘As’ il fuoriclasse del Santos guadagna oggi 1,6 milioni di euro lordi al mese: 19,2 milioni lordi l’anno, di cui pero’ solo 2 pero’ come contratto tecnico mentre il resto gli arriva dai ricchi contratti di marketing. Neymar ha infatti sottoscritto piu’ di 10 contratti pubblicitari con Nike, Red Bull, Panasonic, Banco Santander e Volkswagen e in alcune di queste sponsorizzazioni esiste una clausola che prevedrebbe introiti ancora maggiori se dovesse trasferirsi a Madrid.

In ogni caso, per ‘liberare’ Neymar bisognerebbe pagare una clausola di rescissione di 70 milioni di euro e al giocatore spetterebbe il 10%. E non è tutto: il cartellino di Neymar e’ oggi controllato per il 55% dal Santos, per il 40% della multinazionale alimentare Delcir Sonda e per il 5% del Grupo Guia.

Insomma: il futuro del campione è un affare di marketing più che di Stato. Ma il fatto è che, nonostante la ricca avances del Real, Neymar – stando alla stampa brasiliana – continuerebbe a preferire il Barcellona al Real, considerandolo un ambiente piu’ favorevole. A convincerlo in questa direzione avrebbero influito le esperienze non brillanti vissute tra le fila dei ‘blancos’ dei connazionali Robinho e Kaka’. Come dire: affari a parte, arriva il momento del campo.