Stasera torna ‘Carosello’. Testa: “Non diventi un’occasione persa”

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La pubblicitaria: “Spazio a una nuova creatività. Altrimenti sarà un flop”

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Il conto alla rovescia è finito: alle 21 e 10 di questa sera, su Rai Uno, dopo 35 anni di assenza, torna Carosello, il mitico format della televisione che è andato in onda per 20 anni: dal ’57 al ’77. Divenne così popolare che stabiliva l’orario in cui i bambini andavano a dormire, e dava vita ai refrain che ancora oggi tornano in mente, come Ava come lava, Calimero piccolo e nero, Con quella bocca puo’ dire cio’ che vuole, l’uomo in ammollo e via ricordando.

caroselloEra l’epoca della pubblicita’ che quasi era nascosta in una manciata di secondi dietro un corto molto spesso d’autore, con animazioni bellissime, grafica eccellente e la plastilina che prendeva mille forme.

Da stasera, quindi, dopo il Tg1 e Affari Tuoi e prima del programma di prima serata, l’ultimo Commissario Montalbano, la Rai ci riprova.

”Ma non sia un’operazione nostalgia, se no e’ solo furbizia – dice in un’intervista all’Ansa la pubblicitaria Annamaria Testa – Carosello deve essere un’occasione per la creativita’ visto che si vedono tante cose orride. Io, che pure le dovrei vedere, mi registro il programma che voglio e salto la pubblicita’. Ce n’e’ troppa e sarebbe ora di tornare allo spirito di Carosello, less is more, farne meno e farla meglio”.

Nel Carosello Reloaded, cosi’ si chiamano i tre minuti che debuttano stasera, tra i primi inserzionisti ci sarà la Eni con il famoso cane a sei zampe, la Wind con immagini di vita quotidiana, la Conad e un significativo ritorno di Jo Condor per la Ferrero.

annamaria testa
Anna Maria Testa

Per Annamaria Testa, ”Carosello e’ stato una peculiarita’ tutta italiana: due minuti di spettacolo e 30 secondi di marchi nella Rai democristiana dell’epoca che accetta la pubblicita’ ma la nobilita come arte. Carosello, cosi’ come il maestro Manzi per l’italiano, rappresenta l’alfabetizzazione allo stile di vita moderno per un’Italia che abbandonava le campagne e scopriva il detersivo e il moplen. Carosello – continua la pubblicitaria – ha portato gli italiani ad alfabetizzarsi sul benessere, sulla modernita’. Per le donne e’ stato un parametro di liberazione: faceva vedere che esisteva la carne in scatola, per una sera si poteva non cucinare, la lavatrice per non lavare i panni a mano, il detersivo per non fare il sapone di Marsiglia. Questo, dal punto di vista sociale, per l’arte e’ stato un meraviglioso momento di sperimentazione per l’animazione e la grafica”.

E ora? Rispetto a quegli anni tutto e’ cambiato nel mondo della pubblicita’, che senso puo’ avere oggi un Carosello 2.0? ”Se Carosello diventa occasione per sperimentare, allora un senso ce l’ha. Potrebbe diventare un nuovo genere tra tanto affollamento, distinguersi tra gli altri spot. Insomma puo’ essere una grande sfida, diventare uno spazio pregiato e privilegiato come ad esempio per la tv americane sono gli spot durante la finale del Superbowl: spazi che vanno addirittura all’asta e che offrono anno dopo anno i trend del linguaggio pubblicitario”.

Se questa sfida sarà vinta, lo si potrà capire da questa sera.