710 lavoratori irregolari, la verità della FMA

La difesa dell’agenzia pubblicitaria di Milano finita nel mirino della Finanza e a rischio di una super multa da 9 milioni di euro. “Noi, vittime di una cooperativa”

twitter@g_santaniello
Alla fine, FMA, l’agenzia pubblicitaria di Milano che lo scorso 30 aprile si è ritrovata al centro di un’indagine della Guardia di Finanza che ha portato a galla 710 lavoratori irregolari e che per questo rischia una super multa da 9 milioni di euro da parte dell’Ispettorato del Lavoro, decide di venire allo scoperto e raccontare la sua versione dei fatti.

finanza

Abbandona la strategia dell’attacco come miglior difesa. Quella che ha portato il gruppo nato nel 1985 a sostenere di essere finito al centro di un “ingiustificato attacco mediatico” e a minacciare, più o meno velatamente, querele a tutto spiano. E tenta di mettere le cose al loro posto raccontando una propria versione dei fatti. Una versione dei fatti, in estrema sintesi, che scarica tutto (o quasi) sulla cooperativa di Livorno Theatralia. Quella a cui apparterrebbero i lavoratori (promoter e hostess) che secondo la Guardia di Finanza non erano regolarizzati.

A via Segantini, sede principale della società, non c’è alcun indagato. Ma la difesa, manco a dirlo, è affidata direttamente ad un avvocato, Alessandro Ghezzo. “Gli accertamenti finora effettuati dalla Guardia di Finanza relativamente alla mancata regolarizzazione dei promoter riguardano ad oggi, per quanto riguarda il Gruppo FMA, soltanto 5 persone mentre tutti gli altri casi contestati sono a carico della cooperativa livornese Theatralia”, è il primo punto che il legale tiene a precisare. Ma anche per i 5 casi di cui fa cenno, Ghezzo puntualizza: “Anche per loro FMA si dichiara totalmente estranea, in quanto i rapporti oggetto di accertamento con hostess e promoter sono sempre stati gestiti dalla cooperativa Theatralia in totale autonomia sotto il profilo economico, fiscale e assicurativo”.

E’ partito lo scaricabarile? L’avvocato dell’agenzia di via Segantini, davanti a questa insinuazione, spiega il motivo per cui FMA è ricorsa ai servizi della cooperativa Theatralia. “Il rapporto tra promoter e la cooperativa viene richiesto da alcuni punti vendita come condizione essenziale per consentire l’accesso degli stessi promoter al singolo punto di vendita. FMA, quindi, utilizza i servizi delle cooperative solo per i casi strettamente necessari. Ossia, come dicevo prima, quando vi sia una richiesta esplicita da parte del punto vendita come conditio sine qua non per lo svolgimento dell’attività promozionale. Mentre, negli altri casi, FMA ha sempre gestito in proprio i rapporti con i suoi collaboratori”.

L’avvocato fa quest’esempio per rafforzare la sua tesi difensiva: “Nel 2008 sono stati gestiti dalla cooperativa 386 rapporti a fronte di circa mille gestiti da FMA. E poi, per quanto attiene alla gestione diretta dei propri collaboratori negli anni oggetto dell’accertamento della Finanza – continua Ghezzo – non sono state riscontrate irregolarità nella gestione di FMA”.

L’agenzia di via Segantini, quindi, si sente vittima anzichè carnefice. “Il Gruppo FMA è vittima inconsapevole degli illeciti commessi dalla cooperativa, illeciti che solo l’indagine della Finanza ha consentito di far emergere – spiega Ghezzo – Nello svolgimento della loro attività, i collaboratori si presentavano al punto vendita forniti di lettera di presentazione della cooperativa e di Comunicazione Obbligatoria Unificata (UniLav) attestanti la sussistenza del rapporto di lavoro tra Theatralia e ogni singolo promoter. Nella lettera di presentazione della cooperativa veniva chiaramente esplicitato che tutti gli obblighi relativi al rapporto sussistente con il promoter erano a capo della cooperativa stessa”.

Leggere per credere il passaggio di una lettera di presentazione di una hostess che, secondo il legale di FMA, può valere da campione e, quindi, da prova della buona condotta della società che difende: “Trattandosi di nostra collaboratrice, vi confermiamo di aver provveduto a perfezionare con la hostess (che con noi ha un rapporto previsto dal D.P.R. 597 del 29/09/73 art. 49) le intese relative al suo compenso economico, assicurativo e fiscale, secondo le vigenti  disposizione di legge, assicurandovi che sarà da noi retribuita per tutto il periodo in cui svolgerà la sua attività presso il vostro punto vendita ed esclusivamente alla nostra società fanno capo tutti gli oneri derivanti e conseguenti dal sopra menzionato rapporto”.

Tanto basta alla FMA per sentirsi al riparo. L’agenzia conta di far valere questo passaggio per scongiurare la mega multa che gli pende sul capo a mò di Spada di Damocle.

E poi: l’avvocato Ghezzi è sicuro che anche per i 5 casi contestati direttamente a FMA, non ci sarà nulla da temere: “Per questi casi, le contestazioni della Guardia di Finanza sono esclusivamente fondate sulle dichiarazioni rese a distanza di anni da parte di 5 promoter, i quali hanno effettivamente svolto negli anni attività promozionale sia per conto della cooperativa Theatralia, sia per FMA. Ma, evidentemente, nelle dichiarazioni rese ai Finanzieri, si saranno confusi tra i due soggetti…”