A Gallarate l’imprenditore di pompe funebri col manifesto geolocalizzato

Paolo Panaro: “Dal bar all’ospedale: ogni luogo vuole la sua pubblicità”. E la morte diventa un affare

di Giovanni Santaniello

Mettiamola così: è l’era del manifesto geolocalizzato. Non si parla di una nuova applicazione per smartphone, una volta tanto. Ma della campagna pubblicitaria ideata da Paolo Panaro, 55enne di Gallarate (Va), fattosi imprenditore di un’agenzia di onoranze funebri low cost dopo una vita trascorsa a fare il fotografo. E’ la crisi bellezza. “A scattare foto non si guadagnava più…”.

E quindi: Paolo ha preso il toro per le corna e, prima di passare a miglior vita tra le difficoltà di chi perde il lavoro che ha fatto per anni, se n’è inventata un’altra. Tutta terrena. Anzi: di quelle che non contemplano nemmeno un momento di autocommiserazione.

Non è tipo che si scoraggia, Paolo. Né uno a cui manca l’intraprendenza. “Da due anni sto in un mercato assai particolare, ma devo dire con soddisfazione. Il mondo delle onoranze funebri è zeppo di personaggi equivoci dal modo di fare scorretto. Ma io sono uno tosto e non mi faccio intimidire. Vado avanti. Tutti devono capire che l’epoca del monopolio, dell’inciucio per cui ogni impresa funebre lavora da sola in un determinato territorio, è finita per sempre. Morta. Morta davvero. E io ne sono l’esempio…”

Paolo è un treno in corsa. Che, mentre tutto fuori dal suo ufficio è in crisi, vuole andare sempre più forte. E così si inventa il manifesto geolocalizzato. “Ho pensato: come pubblicizzare la mia agenzia? I soliti manifesti mi sembravano squallidi, non comunicativi. Così, mi è venuto in mente di farne diversi, da affiggere in vari posti di Gallarate con un messaggio tra il sociale e l’ironico contestualizzato ai diversi luoghi. Vicino al bar dove da sempre noto persone che si rovinano con le macchinette mangia-soldi, ad esempio, ho affisso il manifesto con la scritta ‘Non ti giocare la vita’. Vicino alla stazione, che purtroppo è diventata un luogo di ritrovo per tossici, ho messo su la scritta ‘Il fumo uccide’. Nei pressi dell’ospedale, il manifesto con lo slogan ‘Scegli per non essere scelto’ perchè mi sono sempre chiesto perché un malato possa decidere di donare i suoi organi e non scegliere dove e come passare l’eternità. Sui pullman dei trasporti pubblici, il manifesto ‘I nostri viaggi sono fatti col cuore’…”

Nel gallaratese, via che vai, quindi, manifesto dell’agenzia Panaro che trovi. “Io sono contentissimo di questo lavoro. L’unica cosa che ora vorrei è aprire l’agenzia a nuovi soci e investitori. In due anni, non ho avuto la possibilità di un giorno di ferie. Quindi, aprendo la porta a nuovi soci, spero di dare nello stesso momento a me la possibilità di vivere oltre il lavoro. E la possibilità ad altre persone di superare indenne la crisi. Magari, mi piacerebbe dare a qualche altro 40-50enne che trova difficoltà a ricollocarsi, una nuova possibilità. Costo dell’investimento? Questo è da vedersi con il mio commercialista. Ma già posso dire una cosa: io, prima di un socio coi soldi, cerco un socio che sia una brava persona. Con due figli di 19 e 22 anni non voglio mettere in pericolo il mio buon nome. Né, naturalmente, i miei manifesti…”.