In Trentino via libera alla campagna antiomofobia

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Il lieto fine della ‘Brokeback Mountain’ all’italiana: passano i manifesti col bacio gay degli Schuetzen. Ma con qualche compromesso

di Giovanni Santaniello

“Questa campagna s’ha da fare”. Parola di Alberto Pacher, presidente targato Pd della Provincia autonoma di Trento. L’ok definitivo è arrivato oggi dopo giorni di polemiche. Ma la settimana organizzata da Arcigay e Arcilesbica contro l’omofobia avrà la campagna pubblicitaria che è stata ideata fin dal primo momento: quella, finora tenuta top-secret, che ruota attorno ai baci di due gay e due lesbiche ritratti con i vestiti tradizionali degli Schuetzen che avevano fatto un po’ storcere il naso ai rappresentanti delle istituzioni.

schulzenLa ‘Brokeback Mountain’ all’italiana, quindi, ha un lieto fine. Ma un lieto fine tipico del Bel Paese. Ecco spiegato il perché. La stretta di mano tra ente e associazioni è giunta con l’impegno finale da parte di queste ultime di puntare, per i prossimi eventi da pubblicizzare, su altre tradizioni. In altre parole: questa volta passino gli Schuetzen sui manifesti, ma per la prossima toccherà ad altri gruppi etnici. Per la serie, facciamo buon viso a cattivo gioco.

Sta di fatto che per Michela Papette e Paolo Zanella, presidenti di Arcilesbica e Arcigay di Trento, per ora, va bene così: “Ottenere il via libera alla nostra campagna pubblicitaria non è stato facile. Abbiamo avuto più incontri con i rappresentanti delle istituzioni. Ma alla fine possiamo dirci soddisfatti. Abbiamo superato tante difficoltà, prima tra tutte quella, evidentemente, di sensibilizzare i nostri interlocutori. Fino alla fine, ci siamo fatti carico dei loro imbarazzi e delle loro difficoltà”.

lesbL’impegno di fare per la prossima occasione una campagna pubblicitaria con altri protagonisti non è, se non un compromesso al ribasso, una sconfitta culturale? “Beh, crediamo di no. Noi preferiamo cogliere il lato positivo di questa vicenda. Nel senso che il nostro slogan è ‘Liberi e Libere di essere’. E questo si intende in ogni dove e oltre ogni appartenenza, al di là di quella degli Schuetzen. Quindi…”