Da Rcs in giù, editoria nel tunnel. “Ci sentiamo abbandonati”

125
Enrico Letta

La Rizzoli, con la ricapitalizzazione a rischio, chiude il primo trimestre 2013 con una perdita di 78 milioni. E Andrea Riffeser Monti (Poligrafici Editoriale) parte in pressing: “Caro Letta, salvaci con meno fisco e meno tasse per la pubblicità”

di Giovanni Santaniello

Se Rcs, la società che edita il quotidiano più diffuso in Italia, il Corriere della Sera, ha la febbre, il resto del mondo editoriale italiano ha già la bronchite. E ‘ proprio il caso di dirlo visto che nello stesso momento in cui i due soci della Rizzoli Media Group Benetton e Della Valle annunciano di voler votare contro l’aumento di capitale, Andrea Riffeser Monti, ad e vicepresidente della Poligrafici Editoriale, chiede al governo Letta “la defiscalizzazione e la detassazione degli investimenti pubblicitari per consentire il rilancio economico di un settore, quello dell’editoria, abbandonato a se stesso”.

letta
Enrico Letta

E quindi, andando per ordine: il primo trimestre del 2013 si è chiuso per Rcs con una perdita della capogruppo pari a circa 78 milioni di euro, un risultato netto in “significativa perdita”, tale da indurre il gruppo a ridurre il capitale sociale al 31 marzo a 139,3 milioni, informa una nota ufficiale.
La croce del passivo? Prontamente gettata sulla crisi del mercato pubblicitario. I risultati negativi, spiega lo stesso comunicato, “sono influenzati dall’andamento macroeconomico, in particolare dalle dinamiche del mercato pubblicitario, nonché dagli oneri non ricorrenti, che ammontano nel trimestre a circa 66 milioni di euro”.
Fin qui, chi ha la febbre. Più in generale, anche per quelle aziende che hanno i sintomi di un malessere ben più grave, come detto, si spende Andrea Riffeser Monti, ad e vicepresidente della Poligrafici Editoriale, a margine dell’assemblea degli azionisti: ”Mi auguro che il nuovo governo, tra le innumerevoli azioni indispensabili al risanamento della Nazione e alla ripresa della nostra economia, possa prendere rapidamente decisioni che favoriscano la liberalizzazione e la valorizzazione del prodotto editoriale come gia’ sollecitato piu’ volte dalle direttive europee. Lo stato di salute, il benessere e l’educazione civica di un Paese vengono misurate anche dall’importanza dedicata ai media e alla libera informazione, garantita con professionalita’ dagli editori puri – ha detto ancora Riffeser – Anche l’editoria italiana sta attraversando uno dei momenti piu’ difficili della propria storia, investita dalla recessione economica che ha determinato la contrazione dei consumi e la flessione degli introiti pubblicitari. Il nostro Gruppo, negli ultimi anni, ha reiterato nelle opportune sedi la proposta per la salvaguardia di questo settore, ma l’editoria in Italia, ormai, e’ completamente abbandonata a se stessa, nonostante per tamponare la situazione di grande difficolta’ basterebbe promuovere provvedimenti anche non onerosi per i conti dello Stato: servono liberalizzazioni e non aiuti a pioggia, si deve andare avanti per merito e non per appartenenza partitica. Non e’ piu’ procrastinabile – conclude Riffeser – la decisione di procedere verso una defiscalizzazione e detassazione degli investimenti pubblicitari per consentire il rilancio economico del settore, ma anche per dare un aiuto concreto alla ripresa dei consumi”.