Il 26% degli Italiani litiga con i vicini, ma solo l’8% ammette di esserne invidioso

Ama il tuo vicino, ma non togliere la siepe. Visti i risultati dell’indagine condotta da Immobiliare.it (www.immobiliare.it) su un campione di oltre 3.000 condomini, il vecchio adagio sembra sempre valido ancora oggi, e i litigi tra vicini sembrano non conoscere crisi.
I risultati mostrano un’Italia ancora avvezza a incomprensioni tra chi condivide lo stesso pianerottolo: il 26% degli Italiani, ha litigato con il proprio vicino di casa. I motivi? Presto detto. “Parcheggia sempre dove non deve” (19%) e “sembra sposti i mobili durante la notte” (15%): sono queste le giustificazioni più comuni. Non mancano gli animali domestici invadenti (14%), i danni a seguito di infiltrazioni (11%) e, a seguire, il disordine sul pianerottolo (9%).

Ecco la classifica completa delle ragioni dei litigi:
Parcheggia sempre dove non deve 19%
Sembra sposti i mobili la notte 15%
I suoi animali domestici sporcano e sono rumorosi 14%
Ho avuto danni per infiltrazioni dal suo bagno/cucina 11%
Lascia nel pianerottolo comune spazzatura o altri oggetti 9%
Scuote la tovaglia nel mio terrazzo/giardino 9%
Ha dei bambini chiassosi che non lasciano riposare 9%
Litigano o amoreggiano a rumore indecente 8%
Dalla sua cucina arrivano odori terribili 3%
È in perenne ritardo con i pagamenti condominiali 2%
Altro 1%

Tra uomini e donne le differenze sono meno nette di quanto si possa pensare: le donne si mostrano più litigiose degli uomini, ma non più di tanto. Le signore ammettono di aver litigato con un vicino di casa per il 27% del campione, gli uomini si fermano al 25%. Sui motivi, invece, che spingono alla discussione, qualche differenza c’è: alle donne i rumori notturni danno più fastidio che agli uomini, tanto da essere la prima motivazione per il litigio (18%); l’automobile resta in cima ai pensieri dei maschi e più di un uomo su cinque litiga perché il proprio vicino parcheggia sempre dove non deve (21%). Poco importa, per entrambi, se il vicino è in perenne ritardo con i pagamenti condominiali, motivazione fanalino di coda per tutti e due i generi.

Per quanto riguarda le differenze regionali, va ai Siciliani la palma di “più riottosi d’Italia”, con il 34% del campione che almeno una volta ha litigato con i vicini. Seguono, a breve distanza, Lucani, Valdostani e Abruzzesi con il 31%. I meno litigiosi sembrano essere gli Umbri (solo il 18%) e i Calabresi (19%): forse più attenti a preservare quel microcosmo che è la vita nei condomini.

Ecco di seguito, l’intera classifica regionale:
Sicilia 34%
Valle d’Aosta 31%
Basilicata 31%
Abruzzo 31%
Liguria 29%
Trentino 29%
Friuli-Venezia Giulia 28%
Campania 27%
Puglia 26%
Toscana 26%
Lazio 26%
Lombardia 26%
Piemonte 24%
Marche 23%
Emilia Romagna 23%
Veneto 22%
Sardegna 21%
Molise 20%
Calabria 19%
Umbria 18%

Se gli Italiani si confermano un popolo propenso al litigio, non amano ammettere di essere invidiosi. La percentuale di chi confessa di aver, almeno qualche volta, invidiato il proprio condomino si ferma all’8%, senza distinzione tra uomini e donne. Il motivo in assoluto più ricorrente sta, neanche a dirlo, nelle differenze tra i rispettivi immobili: il 24% di chi ha dichiarato di aver invidiato il vicino l’ha fatto perché geloso del suo terrazzo o del suo giardino. A seguire, l’idea che la casa dell’odiato sia più bella (20%) o più grande (18%) della propria.

Ecco la classifica completa delle ragioni di invidia fra vicini:

Lui ha il giardino/terrazzo e io no 24%
La sua casa è più bella della mia 20%
La sua casa è più grande della mia 18%
La sua casa ha un’esposizione migliore 12%
Vive nell’attico 11%
La sua casa ha un arredamento molto costoso 5%
La sua casa non ha mai avuto problemi, la mia tanti 4%
Lui ha la colf, io non posso permettermela 3%
Il suo box è più grande del mio/lui ha il box interno e io no 1%
Il portinaio con lui è più gentile 1%
Altro 1%

Il torneo nazionale degli invidiosi è vinto dai Marchigiani, che si definiscono gelosi del vicino nel 18% del campione analizzato. Seguono i Piemontesi e i Lucani, con il 14%, e i cittadini dell’Emilia-Romagna con il 13%. Ancora una volta… la bile del vicino è sempre più verde.