VIZI PUBBLICITARI- CDS mette la parola fine al confronto sulla scuola per psicologi

Confermate la sentenza del Tar del Lazio e provvedimento Agcm e super multa

di Federico Unnia

Il Consiglio di Stato ha messo fine al confronto tra la società Isfar, erogatrice di corsi di formazione erroneamente presentati come necessari per svolgere la professione di pedagogista clinico, psicomotricista funzionale e mediatore relazionale, confermando tanto la sentenza del Tar del Lazio quanto la prima decisione contraria dell’Autorità antitrust che aveva ritenuto scorretta i contenuti della promozione dei corsi ed inflitto una multa di Euro 21.000, pari a due terzi dell’intero guadagno annuale della società.
Nella sentenza in questione (n.4799/2011 del 5.7.2011, depositata il 28.8.2011, Pres. Luigi Maurotti, est. Fabio Taormina) i supremi giudici amministrativi hanno confermato la legittimità delle valutazioni effettuate tanto dall’Antitrust quanto dal Tar del Lazio. Infatti è infondato il rilievo secondo cui l’Autorità si sarebbe di fatto distaccata nel suo provvedimento di condanna dal motivo di segnalazione avanzato nel primo ricorso dal Consiglio dell’Ordine degli Psicologi della Toscana, di fatto esercitando un’azione di ufficio, istituto non ancora previsto ai tempi dalla normativa del Codice del consumo.
Secondo i supremi giudici, infatti se è vero che ai tempi, vigente la precedente normativa, l’Autorità non possedeva il potere di avviare l’istruttoria ex ufficio, è pur vero che la segnalazione, una volta pervenuta, non era vincolata ai profili di decettività oggetto della segnalazione, “ben potendo esaminare la condotta anche sotto angoli prospettici non pedissequamente coincidenti con quelli descritti dal segnalante”. Infondato anche il secondo motivo di ricorso, secondo il quale la convenuta non si sarebbe potuta difendere dai nuovi e diversi profili di illiceità analizzati e poi sanzionati dall’Antitrust.
Secondo il Consiglio di Stato, infatti, “Non esiste un principio generale in base al quale la concreta modulazione delle garanzie difensive – comunque da assicurare in fase infraprocedimentale – debba strutturarsi attraverso la immediata ed immodificabile cristallizzazione della ipotesi d’accusa né attraverso la integrale ostensione delle fonti di prova a carico”.
Secondo il CdS, “La qualificazione giuridica della condotta ascritta ad un soggetto giuridico del quale si postula il coinvolgimento in un illecito può risentire della iniziale fluidità della impostazione accusatoria, per poi compiutamente definirsi con l’atto finale”.
Infine, con riferimento alla multa inflitta, e confermata, i Supremi giudici hanno precisato che l’ammontare così elevato si giustifica anche se pochi potevano essere, in senso assoluto e numerico, i consumatori interessati e raggiunti da tale messaggio. Essi costituivano comunque una significativa percentuale di quelli potenzialmente interessati a seguire tale corso, spinti dall’erronea indicazione che tale frequentazione costituisse un presupposto per poter sostenere l’esame di abilitazione e la conseguente iscrizione all’Albo.