VIZI PUBBLICITARI-Lvhm s’impegna con l’antitrust a…non ingannare piu’

di Federico Unnia
Lvhm Italia evita una più che probabile condanna, con conseguente multa pecuniaria che avrebbe potuto anche essere di centinaia di migliaia di euro,  per la diffusione via internet di informazioni ritenute ingannevoli sulle caratteristiche e metodi di fabbricazione di alcuni prodotti Louis Vuitton, proponendo all’Autorità antitrust degli impegni che evitino, per il pregresso, e soprattutto per il futuro, simili problemi.E’ quanto avvenuto le scorse settimane e reso noto il 14 novembre dall’Autorità antitrust in merito alle informazioni che erano state diffuse sul sito www.louisvuitton.com  sotto la voce Savoir faire, con riferimento alla modalità di produzione artigianale a manuale di alcuni accessori di pelletteria e calzatura.Secondo l’associazione Avvocati dei Consumatori, promotori della segnalazione all’Autorità antitrust, detta informazione su internet, così come alcuni messaggi apparsi sui principali media nazionali nei quali apparivano giovani artigiani intenti a confezionare, mediante l’utilizzo di strumenti tradizionali, alcuni di questi noti prodotti, era scorretta e poteva trasferire al consumatore finale l’idea che fossero tutti manufatti realizzati manualmente e senza l’ausilio di tecnologie.Una condotta, quindi, contraria alle diligenza professionale e idonea a falsare in misura apprezzabile il comportamento economico del consumatore medio in relazione ai prodotti a marchio Louis Vuitton.Capita la malafatta, l’azienda francese è corsa quindi ai ripari, riconoscendo la non veridicità dell’assunto pubblicitario, e proponendo velocemente una serie di impegni volti a chiudere – auspicabilmente senza tanti ritorni media negativi – la querelle e, soprattutto, impegnandosi per il futuro a fare più attenzione alla comunicazione pubblicitaria diffusa.