La nuova indagine sugli ascolti radiofonici senza casta e con la testa….

di Claudio Astorri
tratto da www.astorri.it

Habemus Ricercam? Ormai pare di sì, ma stanno arrivando i momenti decisivi, quelli dell’adesione effettiva. Dopo l’anno 2011, che per la prima volta dal 1988 è stato completamente privo di un sistema di rilevazione degli ascolti radiofonici, e dopo le ben note vicissitudini di AUDIRADIO, finalmente ci stiamo avvicinando a un nuovo corso. Si chiama RADIO MONITOR 2012. E’ la proposta di GFK EURISKO voluta, richiesta e anche agognata da una larga fetta della radiofonia nazionale e della radiofonia locale. Premesso che la nuova ricerca chiude finalmente un periodo troppo buio e troppo lungo di inattività nel rilevamento degli ascolti radiofonici che aveva perfino messo in guardia l’Autorità delle Comunicazioni, quali punti di forza e quali punti di debolezza sono insiti nel nuovo sistema?
1) Punto di Forza nr. 1 – TRASPARENZA. E’ la prima cosa che si può notare. Il fatto che ci sia una committenza diretta, senza inutili organismi intermedi, dalle emittenti radiofoniche a un istituto di ricerca, peraltro qualificatissimo, è un fatto di novità, di vicinanza, di responsabilità e di trasparenza. Ciò peraltro ci avvicina anche a modelli internazionali di grande efficienza. I costi sono molto chiari e così lo sono anche i progressivi rientri economici per gli iscritti in dipendenza delle adesioni.
2) Punto di Forza nr. 2 – INDIPENDENZA. E’ essenziale avere un buon rapporto con il mondo della pubblicità e delle sue associazioni. Non da meno il loro ruolo nei 17 anni di vita di AUDIRADIO srl, certamente interpretato dalla personalità assolutista del suo presidente Felice Lioy, è stato invasivo e limitante per lo sviluppo della ricerca e perfino negativo per la promozione del mezzo. Le associazioni della pubblicità ora non governano la ricerca ma tutt’al più sono invitate a far parte del “Comitato Scientifico”.
Si tratta di 2 punti di forza “politici” ma non da poco per importanza; probabilmente non si sarebbe mai arrivati a tali prospettive nelle condizioni consociativiste della precedente AUDIRADIO srl.
La casta non c’è più o, almeno, non si vede. Sono tra i pochi che nel 1995 avevano molto più che storto il naso di fronte alla creazione addirittura di una società, della AUDIRADIO srl, costituita per un terzo dalla RAI, per un terza dalle associazioni della PUBBLICITA’ e per un terzo dai PRIVATI. Il teatrino dei Consigli Direttivi e dei Comitati Tecnici di AUDIRADIO srl è stato totalmente autoreferenziato dal momento che non ha prodotto significative forme di comunicazione e di campagne a favore sul mezzo sul mercato pubblicitario o sulla pubblica opinione.
L’unica inziativa di promozione del mezzo (in senso letterale, ahinoi…) compiuta dalla società presieduta da Felice Lioy è stata quella di promuovere una radio della PHILIPS, ovviamente in televisione, con il marchio “AUDIRADIO”, finalizzata ad una miglior ricezione nel caos della FM Diciamo che è stata una iniziatva “boomerang” che ha lasciato forti dolori alla nuca, agli operatori radiofonici, ovviamente.
Dunque, viva la casta che non c’è più e viva ad una fase nuova, più aperta e più dinamica. Ma veniamo al punto di debolezza, ben inteso digeribile almeno per il primo anno della ricerca.
1) Punto di Debolezza nr. 1 – METODOLOGIA. Non è colpa di EURISKO, sia chiaro. Le contraddizioni di AUDIRADIO, che ne hanno anche causato la fine, non hanno generato crescite culturali o di competenza nella larga parte degli addetti ai lavori. E dire che la lezione c’è stata.
La ricerca telefonica, basata sul ricordo, favorisce le grandi marche e i target relativamente più giovani ma la radiofonia locale sposa comunque questa scelta, ufficialmente per una questione di costi ma in realtà per necessità unanimiste e di pura politica interna di conservazione. Le radio locali di medie e di grandi dimensioni non avranno dunque piena giustizia del loro valore che uno strumento come il meter avrebbe loro riconosciuto pienamente se vissuto e proposto come momento di crescita di una industria che desidera rafforzarsi.
D’altro canto la forza del meter, che è quella anche di estendere al meglio e al massimo il bacino degli ascoltatori settimanali e giornalieri, non è impegata per gli aderenti anche a questo tipo di rilevazione poichè impiegata solo per la rilevazione dei quarti d’ora, notoriamente il limite di quel sistema. In compenso si torna a rilevare i 21 e i 28 giorni e facciamo sorridere per questo perfino gli americani che controllano quelle dinamiche nel mercato radio più ricco del mondo solo una volta “ad hoc” e ogni “tot” anni, non di certo nella rilevazione continua.
C’è sicuramente molto da fare ma si riparte. E si riparte con una società seria come EURISKO in grado di stimolare la crescita di un intero settore, soprattutto con lo sviluppo nel tempo di metodologie più mirate ai veri attori del mercato radiofonico.