VIZI PUBBLICITARI-In pubblicità Corona non Corona

di Federico Unnia

Pubblicitariamente il sogno da Coronare dovrebbe essere quello di acquisire notorietà, vendere e, se possibile, non vilare le norme. Eppure Atlantic Multipower Italia, azienda che distribuisce un integratore alimentare, è finita sulle secche autodisciplinari.
Il Presidente del Comitato di Controllo ha infatti ingiunto, ed è divenuta definitiva in mancanza di motivata opposizione, il blocco del messaggio pubblicitario “Corona il tuo sogno. Ultradefinisciti con Thermo Burner Ultra Charged”, apparso su Vanity Fair, in quanto ritenuto manifestamente contrario agli artt. 2, 23 bis e 21 del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.

Il messaggio “Corona” vedeva raffigurato come testimonial Fabrizio Corona, intento a far mostra del suo statuario fisico. Per il Comitato, il messaggio, nel suo complesso, descriveva “Thermo Burner” (un blister e compresse) in modo illusorio, omettendo di informare che per ottenere risultati apprezzabili fosse necessario sostenere sacrifici in termini di riduzione dell’apporto calorico giornaliero e di una minore sedentarietà.
L’illusorietà delle affermazioni circa gli effetti attribuiti al prodotto (nell’ordine, “riduce l’appetito; accelera il metabolismo, favorisce lo smaltimento dei grassi e scatena l’energia”), non accompagnate da prove certe sulla loro veridicità sono state ritenute scorrette. Infatti, ha ricordato il Comitato di controllo, non esistono evidenze scientifiche in grado di giustificare il riferimento, per un integratore, ad un’azione termogenica che sia coadiuvante rispetto agli interventi finalizzati alla riduzione del peso corporeo: non esiste infatti alcun ingrediente, utilizzabile in un integratore alimentare, che possa vantare un’azione di stimolazione clinicamente significativa del processo termogenetico.
Infine, il messaggio è stato ritenuto in contrasto anche con l’art. 21 del Codice, in quanto nel promuovere l’offerta in regalo di una t-shirt a chi acquista la confezione da 90 compresse del prodotto, ometteva di indicare la data di scadenza dell’operazione. Una lacuna idonea a trarre in errore i potenziali consumatori, potendo indurli all’acquisto con l’illusione di beneficiare ancora dei vantaggi promessi dall’annuncio, anche quando l’operazione promozionale fosse nel frattempo terminata.
In chiusura la stoccata: il Comitato ha ricordato che l’ingannevolezza del messaggio deve essere valutata non solamente con riguardo al suo contenuto, ma anche in considerazione del pubblico cui esso viene destinato, costituito da consumatori particolarmente sensibili nei confronti di annunci che promettono il sicuro e rapido ottenimento di risultati particolarmente ambìti, e per questo motivo portati ad una decodifica più allettante ed illusoria delle promesse pubblicitarie, con la conseguente amplificazione dei profili di decettività. E se questi sono stimolati a Coronare il loro personale successo (perdere peso ed avere un fisico statuario) ammiccati da Corona….