L’acquisizione porta sotto Audiohook una piattaforma capace di trascrivere e analizzare oltre 70.000 episodi quotidianamente. Brand, editori e creator potranno accedere gratuitamente a parte delle informazioni su contesto, citazioni e brand suitability.
Ascoltare settantamila podcast al giorno sarebbe impossibile per qualunque essere umano. Per l’intelligenza artificiale sta diventando un’attività industriale.
Audiohook ha annunciato l’acquisizione di Podscan, piattaforma specializzata nel monitoraggio e nell’analisi automatizzata dei podcast.
L’operazione era stata perfezionata il 24 agosto, ma è stata resa pubblica il 30 settembre.
Podscan acquisisce, trascrive e analizza più di 70.000 episodi ogni giorno, classificando i contenuti attraverso differenti segnali: contesto, presenza dei marchi, sentiment e compatibilità dei programmi con le esigenze di brand suitability degli inserzionisti.
Con l’ingresso in Audiohook, una parte consistente di queste informazioni diventa disponibile gratuitamente.
Creator, network ed editori potranno accedere alle trascrizioni e alle analisi relative ai programmi che rappresentano, mentre gli inserzionisti potranno controllare dove e in quale contesto viene citato un marchio all’interno dei podcast.
È un passaggio importante soprattutto per il mercato pubblicitario.
La crescita dell’offerta podcast ha infatti creato un problema apparentemente paradossale: più contenuti vengono prodotti, più diventa difficile conoscerli, classificarli e valutarli prima di pianificare una campagna.
L’intelligenza artificiale sta iniziando a colmare proprio questo spazio.
Non soltanto generando contenuti, ma ascoltandoli, catalogandoli e trasformandoli in dati utilizzabili dalle piattaforme pubblicitarie.
Il fondatore di Podscan, Arvid Kahl, entrerà in Audiohook e seguirà la transizione tecnologica e lo sviluppo futuro della piattaforma.
Per il podcasting potrebbe aprirsi così una nuova fase. Dopo la battaglia per misurare download e ascolti, la prossima frontiera sembra essere capire automaticamente che cosa viene realmente detto dentro milioni di ore di contenuto.
E soprattutto se un brand vuole trovarsi accanto a quelle parole.


