Streamit Twww.tv dice basta:”Via la pubblicità e i canali di Poker dal nostro network”

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“Siamo contro il poker in rete e in televisione, in pericolo ci sono principalmente le nuove generazioni, i pensionati e tantissime famiglie. In alcuni stati è già stato vietato, in Italia invece la legalizzazione del poker cash che segue il percorso cominciato con le macchinette nei bar è un provvedimento pericoloso”. Gianni Armetta, presidente della browser tv Streamit Twww.tv (oltre 200 canali ospitati) apre un fronte contro uno dei game più importanti del mondo. Grazie a internet e ai canali televisivi dedicati sta pericolosamente crescendo la passione per il gioco online e in particolare per il poker, un puro gioco d’azzardo che non ha nulla a che vedere con lo sport.

“E difatti noi abbiamo deciso di recidere ogni tipo di legame. Il gioco d’ azzardo e’ un mondo rispetto al quale Streamit intende prendere ufficialmente le distanze – precisa Gianni Armetta – progressivamente i tre canali esterni che attualmente ospitiamo sul nostro network verranno chiusi e non accetteremo più nessun canale o spot che promuove il poker”. Complice un’economia in affanno e prospettive per il futuro scoraggianti, sempre più giovani si avvicinano al mondo del poker professionistico con la speranza e l’illusione di fare soldi facili. Prima con internet, poi magari tentando di entrare nei circuiti televisivi.

“Adesso con l’introduzione del poker cash la situazione rischia di peggiorare esponenzialmente – continua Armetta – per gli utenti meno esperti o per chi ha semplicemente problemi di controllo, il contraccolpo finanziario può essere fortissimo, improvviso e destabilizzante. C’e’ anche il rischio concreto della ludopatia, una vera e propria forma di dipendenza da gioco. Si parla sempre delle vincite milionarie, ma mai delle perdite e delle conseguenze dirette e indirette a cui porta il poker, sopratutto se diventa un ossessione. Con questa presa di posizione la nostra piattaforma rinuncia a proventi importanti, ma vuole dare un segnale forte e chiaro anche alle istituzioni”.