La radio britannica punta su una nuova campagna televisiva costruita a partire dalle fotografie di gioventù della propria community. Otto immagini diventano sequenze video grazie all’intelligenza artificiale.
Una radio dedicata soprattutto agli over 60 ha deciso di utilizzare l’intelligenza artificiale per raccontare il passato.
Può sembrare una contraddizione.
In realtà è proprio questa combinazione a rendere interessante la nuova campagna di Boom Radio.
L’emittente britannica ha stanziato un milione di sterline per una nuova iniziativa di marketing che comprende uno spot televisivo costruito utilizzando fotografie inviate dagli stessi ascoltatori.
Dopo una richiesta lanciata dai conduttori, sono arrivate centinaia di immagini che raccontavano la giovinezza del pubblico negli anni Sessanta e Settanta.
Ne sono state selezionate otto.
La casa di produzione Koala TV ha utilizzato l’intelligenza artificiale per trasformare quelle fotografie statiche in brevi sequenze video, creando così lo spot da 30 secondi.
La colonna sonora scelta è Bringing on Back the Good Times dei Love Affair.
La campagna andrà in onda da novembre su ITV1, Channel 5 e Sky, accompagnata da attività sui social media.
L’idea è interessante soprattutto perché l’AI non viene utilizzata per inventare persone o situazioni.
Parte invece da qualcosa di estremamente reale: i ricordi degli ascoltatori.
La tecnologia diventa quindi uno strumento per riattivare la memoria.
Ed è perfettamente coerente con il posizionamento di Boom Radio, che ha costruito il proprio successo proprio sulla capacità di parlare a una generazione spesso meno considerata dai grandi network commerciali.
Phil Riley, CEO dell’emittente, ha spiegato che l’obiettivo è condividere immagini e ricordi capaci di convincere nuovi ascoltatori della stessa generazione a provare Boom Radio.
La campagna arriva contemporaneamente a una riorganizzazione dell’offerta.
Boom Rock chiuderà alla fine di settembre, mentre parte dei suoi programmi, conduttori e della musica troveranno spazio all’interno delle altre attività del gruppo. Boom Light continuerà invece le trasmissioni.
La scelta mostra quindi una strategia abbastanza chiara: concentrare investimenti e comunicazione sul marchio principale.
Ma per il mondo pubblicitario è soprattutto l’esecuzione creativa a meritare attenzione.
Mentre gran parte del dibattito sull’intelligenza artificiale riguarda costi, sostituzione del lavoro creativo e generazione automatizzata, Boom Radio sceglie un’altra strada.
Utilizza l’AI per rendere contemporanee fotografie vecchie di mezzo secolo e trasformare la propria audience nella protagonista della campagna.
In fondo, è una lezione piuttosto semplice.
La tecnologia può attirare l’attenzione.
Ma ciò che crea davvero identificazione continua a essere qualcosa di molto umano: riconoscersi in una storia.


