Igor Righetti porta l’Alberto Sordi più intimo su Prime Video Italia

Dopo il percorso nelle sale e all’estero, “Alberto Sordi Secret” arriva sulla piattaforma anche nel nostro Paese. Il giornalista e conduttore Rai, cugino dell’attore, ricostruisce attraverso i ricordi di famiglia l’infanzia, l’adolescenza e la vita privata di uno dei volti più amati del cinema italiano.

Il pubblico conosce Alberto Sordi attraverso i suoi personaggi, le battute entrate nel linguaggio comune e la sua capacità di raccontare le contraddizioni degli italiani. Igor Righetti ha scelto un’altra strada per avvicinarsi a lui: partire dall’uomo che conosceva come familiare. Il risultato è “Alberto Sordi Secret”, il docufilm da lui scritto e diretto che, dopo le sale e la distribuzione internazionale, è disponibile su Prime Video Italia.

Giornalista, conduttore radiotelevisivo Rai, biografo e cugino di Sordi, Righetti porta nel film un punto di vista che pochi altri avrebbero potuto offrire. Attinge ai propri ricordi e a quelli tramandati dal padre Alessandro e dal nonno Primo, zio dell’attore. È da questa memoria familiare che prende forma il ritratto di un Alberto bambino e adolescente, prima che diventasse il protagonista della commedia italiana conosciuto in tutto il mondo.

«Di Alberto Sordi ce n’è stato uno solo», osserva Righetti nel presentare la scelta narrativa del docufilm. Per questo ha evitato di affidare a un attore adulto il compito di imitarlo. La ricostruzione si ferma al ritorno a Roma di Sordi diciassettenne, dopo il periodo trascorso a Milano; da lì, il racconto lascia spazio alle testimonianze, ai materiali d’archivio e ai ricordi di chi lo ha conosciuto.

Il film nasce dal libro di Righetti Alberto Sordi segreto, pubblicato da Rubbettino e giunto, secondo i dati comunicati dalla produzione, alla dodicesima ristampa. Il passaggio dalla pagina allo schermo ha permesso di dare immagini e voci a storie custodite a lungo nella cerchia familiare. Accanto alle scene ricostruite, girate in bianco e nero e nel formato 4:3 per evocare gli anni Venti e Trenta, compaiono fotografie degli album di famiglia, filmati dell’Istituto Luce e registrazioni originali.

Righetti conduce lo spettatore anche nei luoghi legati alla vita privata dell’attore: la villa di Castiglioncello, la tenuta del Marchese del Grillo a Fabriano e la casa natale della madre Maria Righetti a Sgurgola. Il racconto affronta il rapporto con il padre Pietro, inizialmente contrario alla carriera artistica del figlio, gli affetti, le fragilità, l’amore per gli animali e la dedizione assoluta al lavoro. Sono aspetti che non cancellano il Sordi pubblico: aiutano a capire da dove potesse nascere il suo sguardo così attento sulle persone.

L’arrivo su Prime Video Italia è stato presentato nell’Aula dei Gruppi Parlamentari della Camera dei deputati, in un incontro promosso dal presidente della Commissione Cultura Federico Mollicone e aperto dal questore Paolo Trancassini. Mollicone ha sottolineato il valore del lavoro di Righetti nel restituire la dimensione umana di un artista che aveva difeso con rigore la propria riservatezza.

Secondo quanto riferisce la produzione, “Alberto Sordi Secret” ha ricevuto 36 riconoscimenti in Italia e all’estero ed è presente su Prime Video anche in diversi mercati internazionali. Il docufilm, della durata di 90 minuti, è prodotto da Massimiliano Filippini e CameraWorks, con la fotografia di Gianni Mammolotti e le musiche di Maria Sicari. Alla ricostruzione prendono parte, fra gli altri, Fioretta Mari, Maurizio Mattioli ed Emanuela Aureli; alle testimonianze contribuiscono personalità come Pupi Avati e Rosanna Vaudetti.

Per Righetti, tuttavia, il traguardo più importante sembra essere un altro: far incontrare Sordi alle generazioni che non hanno vissuto la stagione dei suoi film. Il giornalista racconta che l’attore aveva chiesto ai familiari di condividere ricordi e aneddoti soltanto dopo la sua morte, perché potessero contribuire a mantenerne viva la memoria. Prima il libro, poi il docufilm hanno dato seguito a quella richiesta.

In questo sta la qualità più personale dell’opera di Igor Righetti. “Alberto Sordi Secret” non cerca soltanto nuove storie da aggiungere alla biografia di un grande attore: prova a mettere in relazione la sua vita privata con l’intelligenza, l’ironia e la sensibilità che il pubblico ha imparato a riconoscere sullo schermo.