Il manager, già co-presidente del direct-to-consumer e chief product & technology officer, assume la responsabilità globale di Disney+ e Hulu. Nel nuovo incarico seguirà anche advertising technology, dati, prodotto, partnership e innovazione.
Disney rafforza la propria struttura dedicata allo streaming e affida ad Adam Smith la guida del Direct-to-Consumer di Disney Entertainment.
La nomina, annunciata il 17 settembre, assegna a Smith la responsabilità globale del business SVOD del gruppo, con un perimetro che comprende Disney+ e Hulu ma anche prodotto, engineering, advertising technology, strategia di programmazione, viewer experience, partnership e data & analytics. (The Walt Disney Company)
È un passaggio che va oltre la semplice promozione manageriale. Disney sta infatti concentrando sotto una guida unica alcune delle leve decisive per la prossima fase dello streaming: contenuti, tecnologia, pubblicità e dati.
Smith era entrato in Disney nel 2024 e ricopriva più recentemente il ruolo di co-presidente del direct-to-consumer e chief product & technology officer per Disney Entertainment ed ESPN. In precedenza aveva trascorso oltre vent’anni tra Google e YouTube, dove aveva ricoperto diversi incarichi executive. (The Walt Disney Company)
Disney+ sempre più hub dell’ecosistema
La strategia dichiarata è quella di trasformare Disney+ sempre più nel punto di connessione centrale dell’ecosistema Disney, non soltanto in una piattaforma di streaming.
Negli Stati Uniti, gli abbonati ai bundle possono già accedere direttamente all’interno dell’app Disney+ anche a contenuti Hulu ed ESPN, mentre il gruppo sta lavorando per rendere l’esperienza più integrata tra entertainment, sport e general entertainment. (The Walt Disney Company)
In questo scenario, il ruolo di Smith diventa particolarmente significativo perché unisce la dimensione editoriale a quella tecnologica e pubblicitaria.
Streaming e advertising sempre più vicini
Uno degli aspetti più interessanti della nuova struttura è proprio la presenza dell’advertising technology tra le responsabilità dirette del chairman DTC.
È un segnale coerente con l’evoluzione dell’intero mercato dello streaming.
Le piattaforme non competono più soltanto sul numero degli abbonati, ma anche sulla capacità di monetizzare l’audience attraverso piani supportati dalla pubblicità, dati e tecnologie proprietarie.
Per Disney, quindi, la partita non si gioca soltanto su Disney+ e Hulu come servizi di intrattenimento, ma sulla costruzione di un ecosistema capace di mettere insieme audience, contenuti, dati e raccolta pubblicitaria.
Cambia anche il ruolo di Joe Earley
Parallelamente, Joe Earley assume il nuovo incarico di President, Disney Entertainment Television Franchise and Content Strategy.
Earley guiderà lo sviluppo strategico dei franchise televisivi e seguirà anche contenuti e produzioni internazionali, creative talent development e altre attività legate alla valorizzazione dell’offerta televisiva del gruppo. (The Walt Disney Company)
La riorganizzazione separa quindi in modo più netto due grandi aree: da una parte il direct-to-consumer, con Smith; dall’altra la strategia dei franchise e dei contenuti televisivi, affidata a Earley.
Il segnale per il mercato
La mossa conferma quanto il direct-to-consumer resti centrale per Disney.
Lo streaming non è più considerato soltanto un canale distributivo, ma una piattaforma strategica nella quale convergono prodotto, tecnologia, dati, pubblicità e contenuti.
Ed è proprio questa convergenza, più ancora della nomina in sé, il segnale più interessante per il mercato.
Disney non sta semplicemente rafforzando Disney+. Sta cercando di fare dello streaming il centro operativo del proprio rapporto con il pubblico.


