“Communication For Happiness”: il 18 novembre a Milano la Conferenza Internazionale della Comunicazione Sociale 2011

La crisi economica ha imposto nuovi modelli per valutare il benessere delle persone. Se ne è reso ben conto il premier britannico, David Cameron, che nei giorni scorsi ha fatto recapitare ai cittadini del Regno Unito un questionario sul loro stato di felicità. Ad una diminuzione del reddito medio disponibile nei Paesi occidentali non corrisponde necessariamente una diminuzione del benessere generale della società. E viceversa. Un buon punto di osservazione con cui anche il nascente Governo Monti potrà confrontarsi. “In buona sostanza, è necessario utilizzare nuovi parametri per valutare il contesto sociale attuale”, dichiara Alberto Contri, presidente di Pubblicità Progresso, realtà che da 40 anni si occupa di comunicazione sociale. La Conferenza Internazionale della Comunicazione Sociale 2011, dal titolo Communication for happiness, è in programma per il 18 novembre alla IULM di Milano ed è organizzata in occasione dei 40 anni di Pubblicità Progresso.
Per Contri è necessario un cambiamento di visione e una piccola rivoluzione nei parametri con i quali si misura il benessere dei Paesi: “Un esempio di errata correlazione tra consumi e indici utilizzati per valutare il benessere può essere quello del Giappone che, dopo il disastro di Fukusmima, ha visto alzarsi in modo significato il proprio PIL”.

I NUOVI INDICATORI
Se per anni si è parlato solo di PIL – aggiunge Contri – oggi sempre più spesso si fa riferimento al FIL, felicità interna lorda, o al BIL, benessere interno lordo: termini, questi ultimi, che tentano di definire standard di vita sulla falsariga del PIL, ma che tengano conto di diverse dimensioni della società. Uno dei primi a criticare il concetto di PIL fu Robert Kennedy”. In un discorso del 1968, evidenziava infatti che questo termine “Misura tutto, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta” e che quindi “Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell’indice Dow-Jones, né i successi del paese sulla base del prodotto nazionale lordo (PIL)”.
Il termine FIL viene coniato nella metà degli anni settanta dal re del Bhutan Jigme Singye Wangchuck per evidenziare il suo impegno per la costruzione di un’economia coerente con la cultura tradizionale del suo paese, basata sui valori spirituali del buddhismo. Il termine BIL, che si può tradurre in “indicatore di vita buona” (Better Life Index), o in “Benessere Interno Lordo”, è stato lanciato dall’OCSE in una recente riunione dei G8 a Dauville. Il BIL si propone si rappresentare, meglio degli indicatori classici, l’effettivo benessere dei cittadini di un paese. Si basa su sette parametri, di cui alcuni particolarmente interessanti: per esempio, le reti sociali su cui contare in caso di bisogno, il grado di fiducia nelle istituzioni, l’ambiente, la conciliazione tra vita e lavoro e via dicendo. Queste nuove metodologie di misurazione sollecitano una riflessione sui cambiamenti sociali in atto (o auspicati) e spingono a riflettere sulla necessità di modificare in parte i nostri stili di vita. In questo processo di cambiamento, la comunicazione sociale ha un ruolo importante: può contribuire infatti a modificare preconcetti, stili di vita e comportamenti errati.

LA COMUNICAZIONE SOCIALE NEL MONDO
La tavola rotonda promossa da Pubblicità Progresso – dichiara Alberto Contri – è un evento eccezionale per l’Italia: è la prima volta, infatti, che vengono invitate a un momento di confronto diretto alcune tra le principali organizzazioni che in diversi Paesi si occupano di comunicazione sociale. In questa occasione sarà possibile conoscere da vicino queste organizzazioni e capire meglio come vengono impostate e realizzate le campagne nei diversi Paesi. Sarà anche un momento utile per raccogliere indicazioni sui trend della comunicazione sociale nel mondo e per comprendere come i temi “difficili” vengono affrontati nelle diverse culture. La tavola rotonda sarà la prima tappa verso la creazione di un network internazionale, una rete, un laboratorio virtuale finalizzato allo scambio di esperienze e di buone prassi tra le diverse organizzazioni, sia quelle presenti alla Conferenza sia altre che non hanno potuto partecipare”.

CREATIVITÀ, TECNOLOGIA, INNOVAZIONE
Creatività, tecnologia, innovazione: tre parole alle quali è necessario aggiungerne una quarta, coraggio, cioè la capacità di sperimentare nuovi linguaggi e nuovi strumenti. La tavola rotonda affronterà il tema dell’innovazione, un cambiamento che parte dalla diffusione (e dall’accettazione) di un nuovo paradigma: non si può più parlare di comunicare “a” ma di comunicare “con”. Termini quali co-creation, cross digitalità, win-win sono entrati a pieno titolo nel linguaggio della maggior parte dei comunicatori: oggi, anche grazie alla tecnologia, la partecipazione è un obiettivo possibile. L’atto del cliccare, inteso come interattività, è diventato il nuovo propulsore delle dinamiche della comunicazione (non solo pubblicitaria) e del marketing di tante organizzazioni profit e non profit. Si parla sempre più spesso anche di crossmedialità, la convergenza digitale dei principali media (tv, telefonia e web i principali) che sta cambiando la strategia delle organizzazioni capaci di tenere conto di questa nuova prospettiva. Un cambiamento che condiziona e modifica anche il rapporto tra media classici e social media.