I podcast conquistano il salotto: crescono le Smart TV, crollano gli smart speaker

Negli Stati Uniti il 12% del pubblico utilizza principalmente il televisore per seguire i podcast. Un cambiamento che rafforza il video e apre nuove opportunità pubblicitarie

Il podcast non è più soltanto un contenuto da ascoltare attraverso cuffie, smartphone o autoradio. Una quota crescente del pubblico sceglie infatti di seguirlo sullo schermo più grande della casa: la Smart TV.

Il cambiamento emerge dalle anticipazioni di The Podcast Landscape 2026, la ricerca realizzata da Sounds Profitable su un campione di 5.000 adulti statunitensi che hanno consumato almeno una volta un podcast.

Lo smartphone rimane nettamente il dispositivo principale, ma la sua quota è scesa dal 59% del 2025 al 57% nel 2026. Al secondo posto si trovano computer desktop e portatili, passati dal 16% del 2024 al 13% attuale. I tablet restano stabili al 9%.

La crescita più significativa riguarda invece le Smart TV, indicate come dispositivo principale dall’8% degli intervistati nel 2024, dal 9% nel 2025 e dal 12% nel 2026.

Se si considerano insieme il primo e il secondo dispositivo maggiormente utilizzati, il televisore connesso viene citato dal 25% dei consumatori di podcast, contro il 22% dell’anno precedente. Nello stesso periodo lo smartphone è sceso dall’80% al 78%.

Il risultato più deludente riguarda gli smart speaker. Nonostante fossero stati inizialmente considerati uno degli strumenti potenzialmente più adatti alla fruizione domestica dei contenuti audio, vengono utilizzati come dispositivo principale soltanto dall’1% del pubblico. Anche includendo il secondo dispositivo preferito, la quota raggiunge appena il 3%.

Il fenomeno suggerisce un cambiamento più profondo della semplice sostituzione di un apparecchio. Il pubblico sembra considerare sempre più il podcast come un contenuto da guardare e non soltanto da ascoltare.

La Smart TV trasforma infatti il podcast da esperienza individuale e spesso di sottofondo a prodotto capace di conquistare l’attenzione principale dello spettatore. La crescita di YouTube e dei video podcast ha probabilmente contribuito a rendere naturale questo passaggio verso il televisore di casa.

Le conseguenze interessano anche il mercato pubblicitario. Un messaggio inserito in un podcast visto sul televisore può raggiungere più persone presenti nella stessa stanza, utilizzare pienamente il linguaggio audiovisivo e avvicinarsi alle modalità di pianificazione della connected TV.

Per editori e produttori diventa quindi sempre più importante pensare i podcast fin dall’origine anche come prodotti video, curando scenografia, illuminazione, montaggio e presenza visiva dei conduttori. Registrare semplicemente una conversazione e trasferirla su YouTube potrebbe non essere più sufficiente.

I dati completi di The Podcast Landscape 2026 saranno presentati da Tom Webster durante il Podcast Movement di New York. L’anticipazione indica però già una direzione precisa: il futuro del podcast passa ancora dallo smartphone, ma sta entrando sempre più decisamente nel salotto di casa.