l check-out diventa un touchpoint di marketing: il wallet digitale supera la carta nelle preferenze degli italiani

Il 45% dei consumi degli italiani passa ormai da strumenti di pagamento elettronici, con il wallet digitale in testa alle preferenze. Per chi vende online, la scelta offerta al check-out è diventata un elemento della comunicazione di marca, tanto quanto la campagna che porta l’utente fino a quel punto.

Il dato arriva dall’Osservatorio Innovative Payments del Politecnico di Milano, che nel 2025 registra un transato digitale complessivo di 518 miliardi di euro in Italia, in crescita del 7% sull’anno precedente. Per la prima volta banconote e monete restano sotto quota 40%, fermandosi al 38%, mentre bonifici e addebiti diretti in conto corrente salgono al 17%. La tendenza non riguarda solo i grandi player dell’e-commerce: sta ridisegnando il modo in cui ogni settore, dalla pubblica amministrazione al retail, comunica con chi paga.

Il pagamento come touchpoint di marketing

Per anni la scelta del metodo di pagamento è stata considerata una variabile tecnica, delegata a chi si occupa di back-end e sicurezza. I dati raccontano un’altra storia. Nel 2025 il wallet digitale continua a guadagnare terreno tra i metodi di pagamento degli italiani, mentre il Buy Now Pay Later cresce del 45% sull’anno precedente, superando i 9,9 miliardi di euro transati.

Per chi lavora in comunicazione e marketing la lettura è semplice: il momento del pagamento è ormai parte dell’esperienza di marca. Un check-out lento o con poche opzioni si traduce in un abbandono del carrello, indipendentemente dalla qualità del lavoro fatto a monte per portare l’utente fino a quel punto.

Dove la fiducia pesa più della comodità

C’è un ambito in cui il fattore decisivo è la fiducia più che la comodità: quello dei servizi regolamentati, dove l’utente deve sentirsi sicuro prima ancora di sentirsi facilitato. È il caso dell’intrattenimento digitale con licenza, un comparto in cui la scelta del metodo di pagamento pesa quanto la reputazione della piattaforma stessa. Nel 2025 PayPal è stato scelto da 21,9 milioni di italiani, pari all’80% delle transazioni di pagamento online nel Paese: non a caso la lista dei migliori casinò online che accettano paypal redatta da iGaming.com viene aggiornata costantemente, essendo sempre di più gli operatori che adottano questo e altri e-wallet simili tra i metodi di pagamento.

Anche in un settore dove i controlli sono più stringenti, l’utente finale continua a scegliere in base a criteri simili a quelli di qualsiasi altro acquisto online: rapidità del trasferimento e un nome che riconosce.

Cosa cambia per chi vende online

L’evidenza non riguarda solo i settori regolamentati o il commercio elettronico privato. Anche la pubblica amministrazione ha iniziato a ragionare in questi termini. Uno studio econometrico condotto sulla piattaforma pagoPA, ripreso di recente su queste pagine, ha calcolato tra i 243 e i 469 milioni di euro di entrate aggiuntive per i Comuni italiani grazie alla sola digitalizzazione dei pagamenti, con un salto ancora più marcato (fino a 10,2 punti percentuali) nei territori partiti da una base di riscossione più fragile.

Se ridurre l’attrito nel pagamento genera un beneficio misurabile persino nella riscossione della TARI, è difficile pensare che lo stesso principio non valga per un brand che vende un prodotto o un servizio. La conseguenza pratica è che i team di marketing stanno iniziando a trattare il ventaglio di metodi di pagamento come un touchpoint da presidiare, al pari del sito o dell’app, e non come un vincolo tecnico imposto da altri reparti.

Il vero vantaggio competitivo

Con la stagione degli acquisti di fine anno alle porte, i brand che tratteranno il pagamento come parte della propria strategia di comunicazione partiranno in vantaggio rispetto a chi continua a considerarlo un dettaglio operativo. I dati del Politecnico di Milano e le esperienze già misurate, dalla pubblica amministrazione ai settori regolamentati, indicano la stessa direzione: la fiducia si costruisce anche un clic prima dell’acquisto, nel momento in cui l’utente sceglie come pagare.