Il nuovo agente digitale debutta negli Stati Uniti attraverso un’app dedicata e WhatsApp. Potrà organizzare appuntamenti, prenotare viaggi, gestire acquisti e accedere ai servizi autorizzati dall’utente
Meta compie un nuovo passo nella corsa all’intelligenza artificiale con il lancio di Muse, un assistente personale progettato per svolgere autonomamente una serie di operazioni all’interno delle applicazioni e dei servizi digitali utilizzati quotidianamente.
A differenza dei chatbot tradizionali, il nuovo sistema non si limita a fornire risposte o generare contenuti. Con il consenso dell’utente, Muse può collegarsi alla posta elettronica, al calendario, ai sistemi di pagamento, alle piattaforme commerciali e ad altri servizi esterni, arrivando a inviare e-mail, organizzare appuntamenti, mettere in vendita prodotti, effettuare acquisti e prenotare viaggi.
Il debutto avviene inizialmente negli Stati Uniti, attraverso un’applicazione dedicata e all’interno di WhatsApp. Meta prevede un’offerta articolata su più livelli: una versione gratuita e due formule in abbonamento, rispettivamente da 20 e 100 dollari al mese, con funzionalità e capacità operative crescenti.
L’obiettivo è trasformare l’intelligenza artificiale in un vero intermediario tra l’utente e il suo ecosistema digitale. Muse potrà ricordare preferenze e abitudini, suggerire attività e portare a termine determinate operazioni senza richiedere una continua supervisione.
La società assicura che ogni collegamento con applicazioni e dati esterni dovrà essere autorizzato e potrà essere revocato. Il sistema comprenderebbe inoltre un agente di sicurezza incaricato di controllarne le azioni. Le verifiche interne avrebbero tuttavia evidenziato problemi di affidabilità e alcune vulnerabilità, contribuendo a posticipare il lancio inizialmente previsto nei mesi scorsi.
Muse rappresenta anche un passaggio strategico per Meta, che cerca nuovi ricavi oltre la pubblicità e punta a valorizzare la propria presenza globale attraverso WhatsApp, Instagram e Facebook. L’integrazione con servizi finanziari e commerciali potrebbe infatti aprire una nuova fase nella relazione tra piattaforme, consumatori e brand.
Resta centrale il tema della privacy. La possibilità che un assistente acceda contemporaneamente a conversazioni, impegni, acquisti e pagamenti impone garanzie particolarmente solide sulla protezione dei dati e sulla trasparenza delle operazioni eseguite.
Con Muse, la competizione tra le grandi aziende tecnologiche si sposta così dai modelli capaci di conversare agli agenti in grado di agire. Una trasformazione destinata ad avere conseguenze anche sulla pubblicità digitale, sul commercio elettronico e sul modo in cui le imprese entreranno in contatto con i consumatori.


