Raspelli boccia “Camper Osteria Italia”: «Un’occasione persa per raccontare il Paese». E Aldo Grasso attacca l’estate Rai

Doppio attacco alla televisione estiva della Rai. Il critico enogastronomico Edoardo Raspelli boccia “Camper Osteria Italia”, il programma trasmesso nella fascia del mezzogiorno di Rai 1, mentre Aldo Grasso allarga il giudizio all’intera proposta estiva del servizio pubblico, accusata di avere prodotto una televisione priva di idee e ambizioni.

Intervistato da EGNews, Raspelli definisce il programma condotto da Peppone Calabrese «un’occasione persa per far conoscere il nostro grande, bello e ghiotto Paese».

Il giudizio parte dall’ultima settimana della trasmissione, dedicata anche all’Ossola e alla Val Formazza, territori che Raspelli conosce bene e ai quali ha dedicato numerosi articoli e recensioni.

Il critico riconosce a Peppone Calabrese simpatia e capacità di sostenere una lunga diretta senza pause, ma contesta una conduzione troppo frenetica, che lascerebbe poco spazio ai concorrenti, ai produttori e agli esperti chiamati a raccontare i territori.

Nel mirino finisce soprattutto il modo in cui vengono presentate le eccellenze gastronomiche. Secondo Raspelli, annunciare formaggi, salumi, ristoranti e artigiani senza concedere loro il tempo necessario per spiegare storia, caratteristiche e tradizioni significa rinunciare alla vera funzione divulgativa del programma.

Più positivo il giudizio sui servizi esterni registrati, considerati piacevoli e interessanti. Molto più severa, invece, la valutazione dei collegamenti in diretta da Bologna e dall’Ossola, descritti come eccessivamente rumorosi e costruiti intorno alle reazioni dei conduttori anziché alle persone e ai prodotti incontrati.

Raspelli critica anche lo spazio ridotto concesso ai giudici Andy Luotto e Vittorio Vaccaro. Due professionisti competenti e conosciuti dal pubblico, sostiene, ai quali sarebbe stato impedito di approfondire adeguatamente la valutazione dei piatti e dei ristoranti in gara.

Il risultato, secondo il critico, è un programma nel quale l’intrattenimento finisce per prevalere sul racconto dei luoghi, della cucina e delle persone. Una formula che mostra molto, ma approfondisce poco.

A poche ore di distanza è arrivato sul Corriere della Sera anche il giudizio di Aldo Grasso. La sua analisi non riguarda soltanto “Camper Osteria Italia”, ma l’intera stagione estiva della Rai e una ripartenza televisiva giudicata ancora legata a format stanchi, stereotipi e meccanismi già utilizzati.

Grasso parla di una grande operazione di “riciclaggio culturale”: vecchie formule riproposte con una confezione apparentemente nuova, mentre vengono progressivamente abbandonati luoghi simbolici della storia televisiva italiana, come il Teatro delle Vittorie e la sede di viale Mazzini.

Le due critiche partono da prospettive differenti ma arrivano a una conclusione simile. Raspelli chiede maggiore competenza e più spazio per territori e protagonisti; Grasso denuncia la mancanza di idee e ambizione nel sistema televisivo pubblico.

Il tema va oltre il singolo programma. La televisione enogastronomica e turistica dispone di un patrimonio narrativo straordinario, ma rischia di ridurlo a una sequenza di assaggi, urla, gare e reazioni costruite. Raccontare davvero il Paese richiederebbe invece tempo, conoscenza e capacità di ascolto.

Riferimento: l’intervista a Edoardo Raspelli pubblicata da EGNews.