La radio britannica raggiunge il pubblico più ampio della propria storia recente e dimostra di poter crescere anche nell’epoca dello streaming, dei podcast e delle piattaforme digitali. Secondo i dati RAJAR relativi al secondo trimestre del 2026, nel Regno Unito il mezzo ha superato complessivamente i 51 milioni di ascoltatori settimanali.
Il risultato è stato favorito dalla crescita dell’ascolto online e dalla capacità delle emittenti di distribuire i propri programmi attraverso più canali: ricevitori tradizionali, DAB, applicazioni, smart speaker, siti internet e sistemi di intrattenimento installati nelle automobili.
Particolarmente significativo è l’andamento della radio commerciale, che ha superato per la prima volta i 40 milioni di ascoltatori settimanali, raggiungendo quota 40,5 milioni. Il precedente record, registrato nel primo trimestre del 2024, si era fermato a 39,7 milioni.
I numeri confermano che la trasformazione digitale non sta necessariamente sostituendo la radio. Al contrario, moltiplicando le occasioni e i dispositivi di ascolto, può ampliare la portata del mezzo e renderlo accessibile in un numero maggiore di momenti della giornata.
A guidare il mercato commerciale britannico rimane Global, che attraverso il proprio portafoglio di marchi raggiunge complessivamente 29 milioni di persone ogni settimana. Heart si conferma il principale brand radiofonico commerciale del Paese con oltre 12,8 milioni di ascoltatori, superando anche BBC Radio 2. Capital raggiunge invece 8,9 milioni di persone e precede BBC Radio 1 di oltre 1,3 milioni.
Anche KISS, emittente del gruppo Bauer Media, ha registrato una crescita del 32% rispetto all’anno precedente. Il suo programma del mattino ha aumentato il pubblico del 40%, confermando l’importanza dei conduttori, dell’identità editoriale e della capacità di rinnovare il linguaggio mantenendo riconoscibile il marchio.
Ai risultati d’ascolto si accompagna una buona tenuta della raccolta pubblicitaria. Secondo il rapporto Media Nations di Ofcom, nel 2025 gli investimenti nella radio britannica sono cresciuti dell’1%, raggiungendo 747 milioni di sterline. Il dato appare ancora più significativo considerando la sostanziale stabilità degli altri mezzi tradizionali e la continua espansione della pubblicità online.
Le rilevazioni più recenti segnalano inoltre un’accelerazione dell’advertising legato alla radio online. La convergenza tra broadcast e digitale permette agli inserzionisti di affiancare alla copertura delle trasmissioni lineari strumenti di profilazione, distribuzione e misurazione più vicini a quelli utilizzati nelle campagne sul web.
Il caso britannico offre indicazioni importanti anche per l’Italia. La radio può continuare a crescere se smette di considerare FM, DAB+, streaming e applicazioni come mondi separati. Per l’ascoltatore esiste un solo prodotto: un’emittente riconoscibile, disponibile ovunque e capace di accompagnarlo durante la giornata.
La tecnologia allarga la distribuzione, ma il successo continua a dipendere dai contenuti, dai conduttori e dalla relazione costruita con il pubblico. I 51 milioni di ascoltatori britannici dimostrano che la radio non sta sopravvivendo al digitale: sta imparando a utilizzarlo per diventare ancora più presente.


