Top Manager Reputation, Andrea Orcel conquista la vetta. Messina e Pier Silvio Berlusconi completano il podio

Andrea Orcel conquista il primo posto nella classifica di agosto di Top Manager Reputation, l’Osservatorio permanente di Reputation Manager dedicato alla reputazione online dei vertici delle principali aziende italiane. Alle sue spalle salgono Carlo Messina e Pier Silvio Berlusconi, mentre Luigi Lovaglio guadagna posizioni grazie al ruolo assunto nel risiko bancario che coinvolge MPS.

Con un punteggio di 90,81, Orcel raggiunge la vetta sulla spinta del miglior semestre di sempre di UniCredit, del ventiduesimo trimestre consecutivo di crescita e del consolidamento della presenza dell’istituto in Commerzbank.

Al secondo posto si colloca Carlo Messina, con 90,23 punti. A sostenere la reputazione online del consigliere delegato di Intesa Sanpaolo sono i risultati raggiunti dal gruppo e il ruolo di primo piano ricoperto nel processo di consolidamento del sistema bancario italiano.

Completa il podio Pier Silvio Berlusconi, che totalizza 90,17 punti. Il numero uno di MFE beneficia della riorganizzazione internazionale del gruppo, dei risultati record ottenuti sul fronte degli ascolti e del lancio della nuova Mediaset Italia.

Conferma la quarta posizione Claudio Descalzi, con 88,39 punti, sostenuto dai risultati di Eni e dalla rilevanza strategica del progetto Cronos dedicato al gas naturale. Quinto Flavio Cattaneo, con 81,78 punti, grazie ai progetti di innovazione energetica, all’impiego della blockchain e al crescente peso internazionale di Enel.

Renato Mazzoncini si posiziona al sesto posto con 81,25 punti, favorito dai risultati semestrali di A2A. Sale invece in settima posizione Matteo Del Fante, con 78,57 punti, grazie all’Opas su TIM e al semestre record registrato da Poste Italiane.

Ottavo Urbano Cairo, con 78,29 punti, davanti a Luca de Meo, nono con 73,73. Per il manager cominciano a emergere i primi risultati della strategia avviata alla guida di Kering. Alessandro Benetton, con 72,81 punti, completa le prime dieci posizioni.

Fuori dalla Top 10, Pietro Labriola occupa l’undicesimo posto con 72,61 punti, sostenuto dal ritorno all’utile di TIM e dalle prospettive aperte dall’operazione con Poste Italiane. Seguono Pierroberto Folgiero, Claudio Andrea Gemme, protagonista con Anas di nuovi progetti infrastrutturali e per la mobilità, e Gian Maria Mossa, premiato dal miglior semestre nella storia di Banca Generali.

Al quindicesimo posto si trova Cristina Scocchia, impegnata nel percorso di espansione internazionale di Illycaffè, davanti a Luca Dal Fabbro. Sale in diciassettesima posizione Luigi Lovaglio, con 69,16 punti: l’amministratore delegato di Monte dei Paschi di Siena continua a guadagnare visibilità per il suo ruolo nel risiko bancario.

Seguono Fabrizio Palermo e Giuseppe Castagna, quest’ultimo sostenuto dai risultati di Banco BPM. Marina Berlusconi chiude la Top 20 con un punteggio di 66.

Tra i manager che hanno registrato gli avanzamenti più significativi figurano Pietro Salini, che sale di quattro posizioni fino al ventunesimo posto grazie alle operazioni strategiche di Webuild, e Joerg Eberhart, ventitreesimo con un progresso di tre posizioni, impegnato nel rilancio di ITA Airways.

Agostino Scornajenchi guadagna sei posizioni e raggiunge il ventiseiesimo posto sulla scia dei risultati di Snam. Paolo Gallo sale al ventottesimo grazie all’espansione internazionale di Italgas, mentre Philippe Donnet avanza di sei gradini fino alla trentesima posizione, sostenuto dalla crescita di Generali e dal nuovo programma europeo rivolto alle imprese.

Tra le performance più rilevanti dell’intera Top 200 spicca quella di Igor De Biasio, che guadagna 23 posizioni e sale all’ottantesimo posto, favorito dal record storico di traffico gestito da ENAV.

Massimo Battaini di Prysmian avanza di 20 posizioni fino alla novantunesima, grazie anche all’acquisizione negli Stati Uniti di Atkore. Crescono inoltre Lorenzo Mariani, al 58° posto con un progresso di nove posizioni per l’espansione internazionale di Leonardo, ed Ermenegildo Zegna, che guadagna dieci gradini raggiungendo il 62° posto, sostenuto dalla crescita del canale retail.

Chiude il gruppo delle migliori progressioni Gian Luca Artizzu, che sale di otto posizioni fino alla 104ª, grazie alla visibilità ottenuta dal piano di decommissioning nucleare portato avanti da Sogin.