Brave Bison raddoppia i profitti e rilancia la sfida per conquistare System1

Il gruppo britannico accelera grazie alle acquisizioni e ai nuovi clienti. Nel primo semestre l’utile ante imposte rettificato sale del 120%, mentre resta aperta la partita per il controllo della società specializzata nella misurazione creativa.

Brave Bison continua a crescere e prepara una nuova fase della propria strategia di consolidamento nel mercato della comunicazione. La società britannica ha più che raddoppiato i profitti nel primo semestre del 2026, sostenuta dalle acquisizioni realizzate negli ultimi anni, dallo sviluppo della divisione dedicata alla formazione e dall’ingresso di nuovi clienti internazionali.

Secondo i dati riportati dal Times, i ricavi netti sono aumentati del 98%, raggiungendo 23,9 milioni di sterline. L’utile ante imposte rettificato è salito invece del 120%, attestandosi a 4,1 milioni.

Una crescita accompagnata dall’acquisizione di incarichi da parte di marchi come Nestlé, Heineken e McLaren, che rafforza il posizionamento del gruppo nel mercato globale dei servizi di marketing.

Dieci acquisizioni dal 2020

La trasformazione di Brave Bison è stata guidata dai fratelli Oliver e Theo Green, che hanno assunto la guida della società nel 2020. Da allora il gruppo ha completato dieci acquisizioni, tra cui SocialChain e MiniMBA, costruendo progressivamente un’offerta che comprende media, creatività, performance marketing, tecnologia e formazione.

Il modello riflette una tendenza sempre più evidente nel mondo delle agenzie: aggregare competenze differenti per offrire ai clienti una gestione integrata delle attività di comunicazione e ridurre la dipendenza dai singoli servizi.

Nel 2023 Brave Bison aveva già tentato di acquisire la divisione media di M&C Saatchi con un’offerta da circa 50 milioni di sterline, successivamente respinta.

La partita per System1

Il nuovo obiettivo è System1, società specializzata nella valutazione dell’efficacia pubblicitaria e dei contenuti creativi. Brave Bison possiede già una partecipazione vicina al 28%, ottenuta attraverso uno scambio azionario con il fondatore John Kearon.

La proposta di acquisizione, valutata circa 43 milioni di sterline, è stata però respinta dal consiglio di amministrazione di System1, che la considera insufficiente. Oliver Green continua a sostenere che l’integrazione potrebbe generare valore per entrambe le compagini azionarie.

L’operazione avrebbe anche una precisa logica industriale: unire la capacità produttiva e distributiva di un gruppo di marketing con gli strumenti di misurazione e previsione dell’efficacia creativa sviluppati da System1.

La crescita dei risultati e il rialzo del titolo Brave Bison rafforzano ora la posizione dell’azienda. La partita resta aperta e potrebbe diventare uno dei casi più interessanti del processo di concentrazione in corso nel mercato britannico della comunicazione.