Influencer e Profound lanciano un modello che misura e utilizza i contenuti dei creator per migliorare la presenza dei brand nelle risposte generate da ChatGPT e dagli altri motori basati sull’intelligenza artificiale.
La nuova frontiera del creator marketing non consiste più soltanto nel raggiungere le persone sui social network. I contenuti prodotti dagli influencer possono diventare materiale utilizzato dai sistemi di intelligenza artificiale per comprendere, confrontare e consigliare prodotti e marchi.
Nasce da questa premessa la Creator-First Answer Engine Optimization, un nuovo modello sviluppato dall’agenzia internazionale Influencer insieme a Profound, piattaforma specializzata nella misurazione della visibilità dei brand all’interno delle risposte generate dall’IA.
L’obiettivo è collegare direttamente le attività dei creator al modo in cui un marchio appare nelle risposte di ChatGPT, Perplexity, Gemini e degli altri servizi che stanno progressivamente affiancando i tradizionali motori di ricerca.
Come funziona la Creator-First AEO
Profound analizza le risposte generate dai sistemi di intelligenza artificiale per individuare dove un brand è assente, rappresentato in modo incompleto oppure superato dai concorrenti.
La piattaforma esamina inoltre le fonti e le informazioni che contribuiscono a formare quelle risposte. Sulla base dei risultati, Influencer progetta programmi che coinvolgono creator capaci di produrre esperienze, recensioni, confronti e contenuti culturalmente rilevanti intorno al marchio.
Profound misura successivamente l’effetto di questi contenuti sulle citazioni, sulla rappresentazione del brand e sulle raccomandazioni prodotte dall’IA. I risultati vengono utilizzati per correggere e sviluppare la fase successiva della campagna.
Si crea così un ciclo continuo formato da analisi, attivazione dei creator, misurazione e ottimizzazione.
Dalla distribuzione alla reperibilità
Fino a oggi, il valore di una campagna con gli influencer è stato misurato principalmente attraverso copertura, visualizzazioni, engagement, clic e vendite. La Creator-First AEO introduce una dimensione ulteriore: la capacità del contenuto di continuare a influire sulla scoperta del brand anche dopo la conclusione della campagna.
La distribuzione stabilisce chi vede un contenuto nel momento in cui viene pubblicato. La reperibilità determina invece se quello stesso contenuto continuerà a fornire informazioni alle persone e ai sistemi di intelligenza artificiale nel tempo.
Un video comparativo, una recensione approfondita o il racconto di un’esperienza reale possono quindi diventare segnali utilizzati dai motori di risposta per stabilire quali prodotti includere nei propri suggerimenti.
Il creator non è più soltanto un mezzo per raggiungere una comunità, ma diventa anche una fonte capace di contribuire alla reputazione algoritmica del marchio.
Le risposte dell’IA diventano un nuovo spazio competitivo
Il fenomeno si inserisce nel passaggio dalla tradizionale Search Engine Optimization alla Answer Engine Optimization. Nella SEO l’obiettivo consiste nel posizionare una pagina tra i risultati di ricerca; nella AEO si cerca invece di fare in modo che il brand venga citato, descritto correttamente o consigliato direttamente nella risposta prodotta dall’intelligenza artificiale.
Questo cambiamento modifica profondamente anche la misurazione. Il posizionamento non è più rappresentato soltanto da una posizione numerica su Google, ma comprende la frequenza delle citazioni, il tono con cui il marchio viene descritto, le fonti utilizzate e la capacità di entrare nelle raccomandazioni.
Resta naturalmente da verificare quanto sia possibile attribuire con precisione una variazione nelle risposte dell’IA a una specifica campagna. I modelli possono fornire risultati differenti a domande simili e aggiornano continuamente il proprio accesso alle fonti.
La direzione, tuttavia, è ormai chiara: creator marketing, reputazione digitale e visibilità nei motori di risposta stanno iniziando a convergere. Per i brand, la prossima competizione potrebbe non riguardare soltanto chi conquista l’attenzione del pubblico, ma anche chi riesce a diventare una fonte credibile per le intelligenze artificiali.


