Il tempo passa ma l’illecito resta lo stesso.Stop alla comunicazione di Expansion Group

di Federico Unnia
Anche nell’illecito pubblicitario c’è una sorta di primogenitura. Ciò significa che sebbene il tempo passi, il mondo cambi, il Comitato di controllo conserva la sua moralità. E’ questa la lezione che s’apprende scorrendo la recentissima ingiunzione di desistenza inflitta, e divenuta definitiva perché non opposta, dal solerte Presidente del Comitato di Controllo nei confronti del messaggio pubblicitario “Siamo diventati grandi perché siamo rimasti bambini.”, diffuso sul Corriere della Sera e ritenuto manifestamente contrario agli artt. 11 – Bambini e adolescenti – e 1 – Lealtà della comunicazione commerciale – del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.

Il messaggio promuoveva l’agenzia di comunicazione integrata Expansion Group la quale, per celebrare i suoi venti anni di attività, aveva fatto uso dell’immagine di due bambini in slip, un maschio e una femmina, messi uno di fronte all’altro, mentre la bambina scostava le mutandine ed entrambi vi guardano dentro attentamente.

Il concept del messaggio sottolinea che l’agenzia è “diventata grande” in occasione dei 20 anni di attività, “perché siamo rimasti bambini”, ovvero, come si spiega poi, perché, ad esempio, è rimasta la curiosità dei bambini, nella voglia di divertirsi, negli occhi. L’idea, a dire il vero, non era affatto nuova in quanto nel lontano 1988, scatenando un putiferio di indignazioni, un’immagine simile (allora un bimbo sbirciava nelle mutandine di una bimba) era stata diffusa su affissioni e stampa nazionale da Primizie per mamme e bambini.

Così, a distanza di oltre 20anni dal precedente caso che molto fece discutere, per il Comitato di controllo questa immagine non appare formulata con la cura particolare richiesta dal Codice per la pubblicità recepibile dai minori e può in sé danneggiare psicologicamente i bambini. Infatti, come stabili il Giurì in siffatta occasione, sebbene la situazione rappresentata corrisponda ad un comportamento infantile del tutto naturale, lo stesso viene strumentalizzato nel messaggio a fini commerciali, così snaturandosi e diventando unicamente strumento per suscitare turbamento e clamore.

Ora, sebbene il comunismo sia caduto, un presidente di colore guidi la prima potenzia mondiale, Gheddafi sia caduto, e con lui molti altri regimi, secondo il Comitato “I gesti inerenti l’attività sessuale in senso stretto continuano a essere attribuiti, nel sentire comune, a una sfera di riservatezza, di intimità e non si vede perché ciò non debba estendersi alla manifestazione della sessualità infantile, che non è meno degna di quella adulta di rispetto e di discrezione”. Da qui la conclusione che l’assoluta gratuità della scelta comunicazionale “Si pone, lo si ribadisce, come unicamente finalizzata a suscitare sconcerto e disorientamento nel pubblico per imprimere nella mente il marchio, strumentalizzando la sensibilità del pubblico e gettando discredito sulla comunicazione pubblicitaria, in violazione dell’art. 1 del Codice”.

Sorge spontanea una domanda: poca fantasia da parte della nuova creatività italiana oppure il Comitato di controllo non sta al passo con i tempi?