Oggi abbiamo ospite Rosanna Magnano, autrice e voce di MADRE TERRA. Cronache dall’agricoltura, un programma che porta su Radio24 il racconto delle sfide e delle opportunità della filiera agroalimentare. Da podcast originale a format radiofonico, MADRE TERRA ci guida in un viaggio tra innovazione e tradizione, esplorando il legame profondo tra agricoltura, sostenibilità ambientale e cultura. Scopriremo insieme come questo programma affronta temi cruciali per il nostro futuro.
Abbiamo il piacere di avere ospite Rosanna Magnano, autirice e voce di Madre Terra, cronache dell’agricoltura, un programma che porta in radio, e precisamente a Radio 24, il racconto delle sfide e delle opportunità della filiera agroalimentare. Da podcast originale a format radiofonico, Madre Terra ci guida in un viaggio tra innovazione e tradizione, esplorando il legame profondo tra l’agricoltura, la sostenibilità ambientale e anche la cultura. Scopriamo insieme a Rosanna questo programma che affronta temi cruciali per il nostro futuro.
Buongiorno Rosanna. Buongiorno, buongiorno a tutti. Il passaggio da podcast a programma radiofonico rappresenta una sfida importante. Come è nata l’idea di trasformare Madre Terra in un format per la radio e quali sono le principali differenze nell’approccio ai contenuti? Allora, l’idea è nata perché l’agricoltura è amata. Ci riguarda tutti perché è il settore che produce ciò di cui ci alimentiamo, quello che noi mangiamo e sappiamo anche bene quanto gli italiani, da un punto di vista proprio culturale, sono affezionati al cibo, fa parte della loro tradizione, della loro storia e non si parla d’altro. Però, diciamo, finora in onda, in televisione si è sempre parlato dei prodotti, della gastronomia.
Noi siamo mai andati, soprattutto in radio, a parlare dell’agricoltura, a raccontare l’attività dell’agricoltura. La principale differenza con il podcast è che, mentre il podcast è più verticale, si rivolge quindi a un settore sicuramente più specialistico, a un target un pochino più focalizzato sull’agricoltura, sull’agronomia, su queste tematiche, chiaramente la trasmissione di Dieci Minuti la domenica mattina potenzialmente si rivolge a tutti. Quindi è un taglio sicuramente un pochino più pop, però conserva il carattere scientifico, la curiosità di attirare l’attenzione su temi che non sono troppo verticali, che riguardano tutti, ma sono specifici.
Quindi noi raccontiamo l’agricoltura, non ci si limita solo a sognare di fuggire dalla città, ma si racconta un’attività che è reale, è economia, è vita e ci riguarda tutti. L’agricoltura è di tutti, è un bene pubblico. Nel programma si affrontano temi complessi come sostenibilità ambientale, innovazione tecnologica, e quali storie o esempi concreti di agricoltori o scienziati, pensi, possano ispirare maggiormente il pubblico? Allora c’è una grande attività di ricerca intorno all’agricoltura, proprio perché questo settore, l’aspetto interessante, è che sta attraversando, un po’ come tutti, però in particolare, una grande transizione, doppia diciamo, da un lato ha a che fare con la sostenibilità ambientale, quindi un percorso in cui le imprese e tutta la ricerca intorno all’agricoltura stanno lavorando per rendere questa attività, la coltivazione, la zootecnia, sempre più sostenibile, ce lo chiede l’Europa, ce lo chiede l’opinione pubblica, c’è sempre più attenzione al benessere animale, alla salvaguardia della natura.
Tutto questo non è una novità per l’agricoltura, è un percorso già incominciato, ma che sta un po’ arrivando alla resa dei conti, perché? Perché parallelamente a questa necessità urgente dettata dall’opinione pubblica e dal buonsenso, quello di rendere tutto sostenibile, anche per preservare le risorse, la risorsa terra, la risorsa natura, c’è anche un’altra pressione, che è quella del cambiamento climatico, mai come negli ultimi anni si è passati da una fase in cui l’agricoltura produceva eccedenze, ricordiamo tutti le scene storiche degli ammassi di prodotti, della distruzione di agrumi dettate dalla PAC, dalla politica agricolo comunitaria, i paradossi di questi sprechi, adesso siamo in tutto altro universo perché il clima rende estremamente difficile l’agricoltura, intanto perché aumentano gli eventi estremi, imprevedibili, il clima cambia e gli agricoltori spesso si trovano sorpresi da piogge completamente fuori stagione, gelate completamente fuori stagione, questo andamento tra l’altro oltre a magari distruggere meccanicamente la produzione, crea anche un incremento di attacchi, di patogeni, di parassiti, di malattie, quindi c’è una doppia esigenza, quella di essere sostenibili e quella di salvare la produzione in un momento in cui è sempre più difficile produrre, in questa partita diventa 10 volte più importante l’innovazione e la ricerca, noi vogliamo raccontare questo processo come se lo stanno cavando soprattutto i giovani agricoltori e le imprese più attente all’ambiente perché le soluzioni ci sono e c’è una grande sensibilità nell’agricoltura. Quali sono gli argomenti che gli agricoltori evidenziano per poter svolgere al meglio il loro lavoro? In prima posizione c’è la redditività, l’andamento dei cicli culturali, dei raccolti, le problematiche della filiera, della trasformazione del prezzo e ovviamente i mezzi tecnici che hanno a disposizione, tutto il percorso di digitalizzazione che sta attraversando l’agricoltura perché l’innovazione richiede anche un percorso di digitalizzazione, l’agricoltura è sempre più digitale e si parla di agricoltura 4.0, di soluzioni digitali, non c’è più solo la zappa ovviamente, c’è il tablet, il satellite, il trattore a guida autonoma, c’è la distribuzione di agrofarmaci e di fertilizzanti estremamente mirata con l’aiuto di mappe che sono fornite da sistemi satellitari, è diventato un mondo carico di innovazione e di storie da raccontare, sono queste le cose che stanno a cuore e poi sul fronte della zootecnia anche qui il processo verso una sempre maggiore sostenibilità, gli agganci con le agroenergie, quindi biometano, biogas per poter chiudere il cerchio della sostenibilità e limitare le emissioni, sappiamo che la zootecnia è da tempo un po’ nel mirino, non sia per l’impatto ambientale ma anche più banalmente per le problematiche di salute e di benessere animale e anche quelle legate al consumo di carne, ci sono sempre più persone attente al benessere degli animali, ci sono anche persone che non mangiano carne, quindi c’è molta attenzione, poi c’è tutto il settore lattiero caseario ovviamente che sta lavorando, quindi la zootecnia anche quello fa parte dell’agricoltura, sta lavorando a soluzioni sempre più innovative per migliorare la salute degli animali, limitare l’uso di farmaci, di antibiotici, chiudere il cerchio della sostenibilità e quindi avere un impatto assolutamente ottimizzato. La classica agricoltura che si affida a un mezzo classico come la radio per divulgare tutti i cambiamenti, giusto? Assolutamente perché diciamo che un po’ l’agricoltura è di tutti e fa anche un po’ sognare perché è un po’ sempre una fantasia diffusa, quella vado a vivere in campagna, apro un agriturismo, ma c’è anche sempre la voglia di natura, la voglia magari di produrre in un orto in casa i propri prodotti, c’è voglia di avvicinarsi all’agricoltura, magari acquistare direttamente dall’agricoltore, quindi sapere un po’ qual è la vita, quali sono i percorsi che sta attraversando questo settore e sentirselo raccontare in radio mentre si fa tutt’altro con il fascino e la bellezza del mezzo radiofonico e anche la sintesi, l’immediatezza del linguaggio radiofonico e apre un po’ a tutti, a un pubblico più ampio queste tematiche che ci riguardano e poi senza ovviamente trascurare l’approfondimento perché comunque la via del podcast che è un pochino più verticale, noi la lasciamo aperta, quindi potranno esserci anche dei focus di approfondimento che andranno in podcast su temi singoli come abbiamo già fatto, per esempio sulla zootecnia o sulle agroenergie, sulla innovazione, sulla sostenibilità, quindi non rinunciamo assolutamente alla informazione un pochino più di settore, però in radio on air noi ci rivolgiamo a tutti! Rosanna Magnano com’è arrivata in radio? Allora io in radio ci sono dal 2019, mi affascinava molto apprendere un nuovo know-how, una nuova modalità di fare il nostro mestiere, ero già stata in due riviste specializzate del gruppo Sole 24 Ore, la prima che si occupava appunto di filiera agroalimentare, si chiamava e si chiama tuttora Agrisole, è online, allora erano cartacei in abbonamento, quindi una informazione molto per le imprese, molto di servizio, molto di settore, poi ho lavorato in una rivista analoga che si occupava invece di sanità, quindi ho trascorso nei due settori 10 anni e 10 anni e poi ho avuto voglia di cambiare e quindi arrivare alla radio che è ovviamente più svolazzante rispetto alla modalità precedente di lavoro che era un pochino più un carotaggio continuo nei settori e quindi diciamo che mi diverto, mi piace, sono nella redazione dei giornali radio e la cosa che mi interessa e mi piace è proprio quella di attraversare un po’ anche vari argomenti, quindi noi seguiamo la cronaca nel GR, quindi approfondiamo sì temi agroalimentari, sanitari, però c’è anche la possibilità per esempio una mattina di parlare di guerre, di scenari internazionali, di cronaca, quindi un po’ il fascino della varietà, il mio lavoro nei giornali radio, però mantengo la specializzazione che ho acquisito in diversi anni nel gruppo, che come sappiamo il gruppo 24 ore è un gruppo multimediale, quindi siamo anche privilegiati come giornalisti perché possiamo essere molto versatili, volevo anche un po’ valorizzare la mia esperienza passata con questo programma che è Madre Terra.
Quanto è affascinante il mondo della radio? Assolutamente tanto, anche perché poi sono circondata da colleghi eccezionali che sono in radio anche da più tempo di me, abbiamo appena festeggiato i 25 anni con Radio 24, quindi c’è tutto il mondo dei conduttori, delle trasmissioni e dalla mattina prestissimo quando faccio il turno dell’alba vedo il lavoro che fa Simone Spezia con 24 Mattino, poi c’è Milan e ci sono tutte le trasmissioni durante il giorno, quindi noi con i GR accompagniamo in parallelo queste trasmissioni e viviamo in una sorta di osmosi, c’è anche scambio di contenuti, di esperienze e di idee e quindi io lo trovo fantastico, non rinuncerei mai adesso alla radio perché è bellissima e poi Radio 24 in modo particolare perché ti consente davvero di entrare in quello che sta accadendo nel mondo da tantissimi punti di vista differenti, i colleghi sono tutti diversi, ognuno col suo approccio dall’irriverente al più rigoroso e questo è una ricchezza. Ricordiamo quando va in onda la tua trasmissione? Ogni domenica mattina alle 10.45 su Radio 24, gli ascoltatori mi possono scrivere all’account mail madre terra chiocciola radio24.it, riascoltare le puntate sul sito, sull’app di Radio 24 e su tutte le piattaforme audio. Grazie a Rosanna Magnano che ci ha parlato di madre terra, cronache dell’agricoltura, questo programma in onda su Radio 24.
Grazie Rosanna e buon lavoro. Grazie a voi.


