DMA, DSA, AI Act: sfide e opportunità per le PMI italiane secondo Netcomm

Roberto Liscia, Presidente di Netcomm, e Gianluca Cantalamessa, membro della 9ª Commissione Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare, Senato della Repubblica.

Nell’attuale contesto geopolitico ed economico, le aziende italiane si trovano a dover gestire dinamiche di mercato sempre più complesse.
Netcomm, il Consorzio del commercio digitale italiano, ha presentato le sue istanze in occasione del convegno “Commercio digitale: trasformare la complessità in opportunità per imprese e consumatori. Le normative europee per favorire l’innovazione, l’etica e la competitività dell’ecosistema digitale” tenutosi oggi, 9 luglio 2024, presso la Sala Capitolare del Chiostro del Convento di Santa Maria sopra Minerva, in Piazza della Minerva 38 a Roma.

Il convegno, che ha visto la partecipazione di rappresentanti istituzionali, manager aziendali ed esperti del settore, ha dato vita a un confronto sulle sfide attuali poste dalla concorrenza internazionale, nonché a numerose considerazioni circa la modalità di affrontare tali sfide al fine di garantire la crescita delle imprese e la soddisfazione dei consumatori.

“Il Digital Services Act (DSA), il Digital Markets Act (DMA) e l’Artificial Intelligence Act (AI Act) mirano alla creazione di un terreno di gioco equo e rappresentano un tentativo significativo dell’Unione Europea di regolamentare il comparto delle vendite online, dei servizi digitali e le attività di comunicazione, in modo da garantire maggiore sicurezza, trasparenza e responsabilità a beneficio dei cittadini e dei consumatori. Una regolamentazione trasversale può senz’altro generare implicazioni positive per lo sviluppo e l’internazionalizzazione delle PMI stesse, che potranno accedere a mercati più sicuri e trasparenti, a patto di saper cogliere le opportunità offerte da questo nuovo quadro regolatorio. Tali norme giocheranno un ruolo fondamentale anche sotto il profilo della disparità concorrenziale generata dai nuovi attori commerciali provenienti dall’estremo Oriente, la quale rappresenta un’evidente sfida per la crescita delle imprese del nostro Paese; le PMI italiane possono fare leva sulla qualità e l’innovazione dei loro prodotti per aumentare il loro livello di competitività, adattandosi alle nuove normative europee” commenta Roberto Liscia, Presidente di Netcomm.

Favorire un sistema di tutela per garantire equità, trasparenza e sicurezza
Le evidenze della ricerca di Netcomm Delivery Index, secondo cui l’80% degli acquisti online degli italiani si concentra sui siti web dei 10 merchant più popolari e il primo italiano figura solo in nona posizione, evidenziano la significativa concentrazione dei volumi di vendita e la portata della concorrenza non sempre pienamente conforme alle normative europee in termini di compliance dei prodotti e di equità dei prezzi a cui sono soggette le aziende del nostro Paese. Queste, secondo Netcomm, sono infatti costrette a confrontarsi con operatori, in particolare provenienti dall’estremo Oriente, sostenuti da agevolazioni e finanziamenti statali secondo una logica di politica non conforme alle normative europee e agli accordi bilaterali di commercio.

Per conformarsi a queste normative, le PMI del nostro Paese sono chiamate a uno sforzo che necessita di risorse, investimenti e competenze specialistiche a cui raramente le aziende possono attingere dal loro interno. Tra le principali sfide, vi sono la necessità di affrontare costi per la messa in conformità o l’implementazione delle strutture predisposte all’adeguamento alle nuove regole, nonché l’urgenza di affrontare la concorrenza globale attraverso un impegno continuo verso l’innovazione. 

Per facilitare e accompagnare le imprese italiane nel processo di adeguamento al nuovo panorama normativo, è dunque necessario che il Governo favorisca le PMI attraverso iniziative che permettano alle stesse aziende di competere efficacemente. Particolare attenzione dovrà essere riservata al rafforzamento dei sistemi di controllo doganale locale e alla gestione dell’import di prodotti provenienti da Paesi non membri dell’Unione Europea, con particolare attenzione a quelli realizzati nell’estremo Oriente. Tali prodotti dovrebbero infatti sottostare alle normative che garantiscano la sicurezza, il controllo sull’origine dei prodotti stessi, anche al fine del contrasto alla contraffazione, la trasparenza della filiera di produzione e l’equità di prezzi.

“Netcomm auspica un coordinamento tra le autorità regolatorie sovranazionali finalizzato a limitare le potenziali difformità nei controlli e nelle sanzioni applicati nei diversi paesi dell’Unione Europea” sostiene Roberto Liscia, Presidente di Netcomm, che prosegue: “Questo obiettivo può essere raggiunto solo attraverso il rafforzamento delle competenze e delle risorse a disposizione, nonché attraverso una prima importante fase di armonizzazione delle normative nazionali. Spesso, infatti, le legislazioni dei singoli Paesi riflettono culture e impostazioni eterogenee e frammentate che rischiano di minare l’efficacia complessiva del sistema regolatorio europeo. Le istituzioni europee sono chiamate ad allineare le normative dei diversi Paesi membri al fine di garantire un livello di supervisione e di enforcement coerente e uniforme su tutto il territorio. Solo attraverso questo processo di armonizzazione sarà possibile offrire alle imprese un quadro regolatorio chiaro, certo e omogeneo su cui basare i propri piani di adeguamento e sviluppo.”

L’impegno dei Governi nazionali nel sostegno alle PMI

Secondo Netcomm, la responsabilità legata allo sviluppo di un Mercato Unico Europeo solido ed equo non dipende esclusivamente dall’operato del legislatore europeo, ma è strettamente connessa ad azioni concrete portate avanti dai singoli Governi nazionali. Per garantire che tutte le aziende possano competere ad armi pari nel mercato europeo, Netcomm propone una serie di iniziative concrete che il Governo e i Ministeri competenti dovrebbero adottare per aiutare le piccole e medie imprese italiane a raggiungere la compliance con le nuove norme. Queste misure includono politiche di supporto e di finanziamento per la digitalizzazione dei canali di vendita, un intervento sul sistema educativo italiano con programmi di formazione orientati al digitale, politiche mirate alla protezione dei dati, l’adozione di strategie di collaborazione sempre più serrate tra soggetti pubblici e privati a favore del l’intero sistema Paese e, infine, il rafforzamento della collaborazione e del coordinamento tra le autorità nazionali con una forte implementazione delle strutture oggi insufficienti per fare fronte ai grandi cambiamenti normativi in essere.

L’obiettivo è quello di dare vita a un sistema coordinato che consenta alle PMI italiane di comprendere appieno le implicazioni della nuova regolamentazione europea e di sviluppare le capacità necessarie per governare in modo efficace le nuove dinamiche normative. In questo modo le imprese potranno adempiere pienamente al dovere di trasparenza richiesto: ciò permetterà di creare maggiore fiducia da parte del consumatore europeo e internazionale e favorirà l’evoluzione delle PMI italiane verso modelli di business caratterizzati da una maggiore integrazione di filiera e da un’offerta multicanale, ambiti sui quali attualmente le aziende hanno solo parzialmente sviluppato le proprie competenze.

Inoltre, le istituzioni e le autorità nazionali sono tenute a indirizzare e incoraggiare gli organi e le autorità europee verso un’attività di semplificazione e ottimizzazione delle regolamentazioni esistenti. Le disposizioni normative degli ultimi anni, con particolare riguardo ai regolamenti di recente emanazione, richiedono una complessa attività di adeguamento ed è quindi necessario che il quadro regolatorio resti stabile e uniforme, evitando frammentazioni e ulteriori complessità per dare alle imprese il tempo necessario per l’implementazione delle disposizioni e per consentire loro di applicarle pienamente. 

“Il Mercato Unico Europeo possiede il potenziale per diventare il più grande mercato digitale al mondo. Tuttavia, solo attraverso un impegno concertato, una visione strategica e azioni decisive sarà possibile creare un mercato digitale equo e competitivo, dove tutte le aziende, indipendentemente dalla loro dimensione o origine, possano prosperare. Netcomm continuerà a lavorare al fianco delle autorità nazionali ed europee e delle aziende per promuovere queste iniziative e garantire un futuro prospero per il commercio digitale in Europa” conclude il Presidente di Netcomm, Roberto Liscia.