Siti Web di notizie limitano l’accesso ai crawler di OpenAI

Quasi la metà dei principali siti Web di notizie in 10 paesi, inclusi quelli di rilievo come il New York Times, hanno impedito l’accesso ai crawler di OpenAI entro la fine del 2023, mentre una percentuale inferiore, circa il 24%, ha bloccato il crawler AI di Google. Questo trend è emerso come risposta alle crescenti preoccupazioni riguardo all’utilizzo di materiale protetto da copyright da parte dell’intelligenza artificiale.

Lo studio ha suddiviso i mezzi di comunicazione in categorie quali stampa, radiodiffusione e nati digitali, constatando che oltre la metà dei siti di stampa ha posto restrizioni agli accessi da parte di OpenAI, un numero superiore rispetto alle emittenti e ai siti nati digitali. Nel caso del crawler di Google, sono stati rilevati meno blocchi, con variazioni significative tra le diverse categorie.

A livello globale, si è osservata una disparità nel bloccare i crawler AI, con tassi di blocco più elevati negli Stati Uniti e più bassi in paesi come Messico e Polonia. È da notare che una volta attuate le restrizioni ai crawler, i siti non hanno revocato tali azioni, mantenendo quindi la politica di esclusione dei motori di ricerca AI.