Il Festival della Comunicazione a Roma per le Idi di marzo: Aldo Cazzullo racconta Giulio Cesare

Primo appuntamento romano del 2024 per il Festival della Comunicazione: il giornalista e scrittore Aldo Cazzullo venerdì 15 marzo metterà in scena “Uccidete Cesare!”, in occasione dell’anniversario delle Idi di marzo, in un evento originale ideato con Danco Singer e organizzato da Frame in collaborazione con MyEdu e HarperCollins Italia. L’evento si terrà nella suggestiva location dell’Auditorium dell’Ara Pacis di Roma, dove il Festival della Comunicazione ha portato i propri eventi e format già nel 2022 e nel 2023, in via di Ripetta 190 con inizio alle ore 21:00.

Aldo Cazzullo, ospite affezionato del Festival che da 35 anni racconta i principali eventi italiani e internazionali sulle pagine dei quotidiani nazionali e ha al suo attivo oltre 30 libri dedicati proprio alla storia e l’identità italiana, attraverso un appassionante racconto ricco di dettagli e curiosità, ripercorre a ritmo incalzante la figura di Giulio Cesare, il simbolo per eccellenza di quell’antica Roma che ancora oggi esercita un fascino senza eguali. E lo fa con connessioni forti e inaspettate con il presente.

Console, tribuno della plebe, dittatore, pontefice massimo: Giulio Cesare è stato il primo a concentrare nelle sue mani i poteri apicali della politica romana. La sua ascesa segnò uno shock politico che inaugurò una nuova dimensione dello stato, l’impero. La sua figura di leader avanza in una escalation progressiva che affascina e intimorisce. Fino alla sua acmè: la mattina del 15 marzo del 44 avanti Cristo Cesare, solo, nella sede provvisoria del Senato, viene inaspettatamente colpito da ventitré coltellate. È la fine di un uomo e l’inizio di un impero. Ma cosa c’è dentro la storia di quest’uomo tale da ispirare i più influenti uomini della Terra, da Napoleone Bonaparte a Mark Zuckerberg? Cosa può dirci a proposito non solo del nostro passato in cui affondano le nostre radici storiche, ma anche dei concetti su cui ci interroghiamo tutt’oggi di potere, strategia, leadership, governo?

Caio Giulio Cesare è stato un uomo di straordinaria importanza, un modello di riferimento che ha valicato epoche e latitudini, ispirando i più noti personaggi della storia umana, da William Shakespeare con la sua Tragedia di Giulio Cesare a Napoleone. Di famiglia aristocratica – direttamente discendente da Venere, secondo il mito che amava ricordare – Giulio Cesare fu prodigioso condottiero, leader carismatico e politico formidabile. In pochi anni sottomise tutte le popolazioni galliche fino ad allora mai sconfitte, strinse inedite alleanze strategiche che gli permisero l’ascesa al potere – salvo romperle, anche magistralmente, quando era il momento – e trovò la base del consenso in un efficacissimo alleato: le masse del popolo. Fu anche un intelligente comunicatore, che fece della propria immagine uno strumento di propaganda, ricorrendo a resoconti militari, all’urbanistica e anche allo sfoggio di qualità morali in cui si identifica l’uomo romano.

“Se fosse stato soltanto uno scrittore, o un comandante militare o un leader politico, Caio Giulio Cesare sarebbe comunque passato alla storia”, racconta Aldo Cazzullo. “Essendo stato tutte queste tre cose insieme, possiamo considerarlo uno dei più grandi uomini che siano mai vissuti, in ogni luogo e in ogni tempo. Dopo Cesare, Roma e il mondo sarebbero stati irrimediabilmente diversi: tutti quanti noi gli dobbiamo qualcosa di quel che siamo”. 

Aggiunge Danco Singer: “Aldo Cazzullo racconta le radici della nostra storia, e lo fa in un modo che appassiona centina di migliaia di persone perché ha una capacità di intrecciare le vicende del passato, con le vicende che ci toccano anche oggi, attraversando tutti gli aspetti della cultura, anche quello che abbiamo studiato a scuola e non ci ricordiamo, ma che fanno parte del nostro bagaglio culturale collettivo.”

Aldo Cazzullo intreccia così storia antica e contemporaneità, studio del passato e analisi del presente, in un incontro che prende le mosse da una congiura del primo secolo a.C., ordita in nome della salvezza della Repubblica. Quella stessa Repubblica che, martoriata da un secolo di guerre intestine, persecuzioni e violenze, sarebbe caduta rovinosamente pochi anni dopo proprio a partire, ironicamente, dall’assassinio di colui che più ne era sembrato il nemico. Così, prendendo le mosse dall’assassinio di un uomo, Aldo Cazzullo ci fa riflettere sul significato di parole su cui non stanchiamo mai di interrogarci e di voler difendere: libertà, cittadinanza, democrazia, Repubblica.

L’appuntamento romano “Uccidete Cesare!” fa parte della stagione 2024 del Festival della Comunicazione, con un programma di iniziative che vanno oltre i confini di Camogli spaziando da gennaio a dicembre, per incontrare l’affezionato pubblico in tutta Italia e tutto l’anno. L’undicesima edizione del Festival della Comunicazione sarà da giovedì 12 a domenica 15 settembre con il tema speranze, e per i prossimi mesi saranno annunciate rassegne, spinoff e incontri che si terranno in primavera e in estate.