Knorr lancia la “borsetta da dado”. Guardando alla Kelly, con ironia

di Maurizio Badiani

Un caro amico – anche lui, come me, pubblicitario di lungo corso – mi segnala una delle idee più geniali di ADV degli ultimi tempi.

Si tratta della campagna che la Knorr ha ideato per rinfrescare l’immagine di un prodotto di poco appeal: il classico “dado da brodo”. La comunicazione è formalmente ineccepibile ma ciò che la rende eccezionale è la strategia che le sta a monte. La Knorr – o meglio la sua agenzia di comunicazione – ha pensato di cavalcare un trend che ha spopolato durante tutto il 2023: quello delle borsette da donna super-mini, preziose proprio perché – viste le loro dimensioni – costituiscono oggetti praticamente “contraddittori” e poco o per nulla fruibili, diventando – proprio per questo – status symbol di mera ostentazione.

Così ha ideato e realizzato una elegantissima super mini borsetta in grado di contenere…un dado da brodo, ed uno solo: la Knorr Bouillon Bag. La borsetta ha un colore verde brillante, raffinati dettagli in metallo dorato e cuciture degne della più preziosa Kelly di Hermes. Un gadget surreale promosso con una comunicazione perfettamente in linea – per l’eccellenza delle immagini e tono di voce – con un prodotto fashion “haut de gamme”.

Partita dal Regno Unito, la campagna sarà veicolata anche negli USA dove un concorso potrà permettere a 40 fortunati utenti social di vincere la preziosa e assolutamente inutile borsetta. Qualcuno – anche del “mestiere” – è rimasto un po’ scandalizzato dall’operazione dal momento che costituisce un inno al Superfluo all’ennesima potenza.

Personalmente sono di diverso avviso. Ragioni per gridare allo scandalo ci sarebbero infatti se la campagna fosse “seria”. Mentre tutta l’operazione – dall’idea, ripeto, al tono di voce adottato – è chiaramente provocatoria ed ironica. E l’ironia – oltre ad essere il sale della vita – è anche l’ingrediente più sapido della pubblicità.