“Voci contro la violenza”, il podcast per contrastare l’indifferenza 

C’è la violenza inflitta dal partner, fisica o psicologica. E poi la violenza economica che arriva dall’impedimento di avere una carta di credito o un conto corrente, o dall’impossibilità di lavorare fuori casa. C’è la violenza ostetrica, inflitta alle donne quando vengono lasciate sole ad affrontare il parto e i giorni successivi. E poi gli stereotipi di genere che ancora oggi limitano le aspirazioni e le potenzialità di una donna e che, nel peggiore dei casi, arrivano addirittura a fornire una giustificazione a violenze psicologiche e maltrattamenti. 

In occasione del 25 novembre, per la Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne, Podcastory ha realizzato la serie podcast “Voci contro la violenza” ispirandosi al formato TEDx. Al progetto hanno partecipato sei donne che hanno donato la propria voce per parlare di violenza nelle sue molteplici forme. 

Ilaria Maria Dondi, Direttrice responsabile della testata Roba da donne ha affrontato il tema della violenza ostetrica e dei diritti riproduttivi; Arianna Chieli, Content e Digital strategist ha parlato della mercificazione consumistica del corpo femminile nei media; Giulia Fidilio, Financial trainer ha trattato il tema della violenza economica; Alessandra Kustermann, Presidente di SVS Donna Aiuta Donna ha parlato di assistenza offerta alle vittime; la criminologa Anna Vagli ha menzionato tutti quegli stereotipi di genere che innescano la violenza e, infine, Maria Elena Viola, Direttrice di Donna Moderna ha portato l’attenzione sul peso che hanno le parole quando si parla, e si scrive, di violenza. 

Sei episodi che saranno rilasciati in blocco il 23 novembre per parlare di tutte quelle forme di violenza che trasformano le donne in vittime: dalla violenza sessuale a quella psicologica, dalla violenza domestica a quella economica, fino a quelle derivate da un retaggio patriarcale ancora solido che emerge addirittura da espressioni e parole di uso comune. 

Il progetto nasce con l’intento di narrare storie, promuovere la cultura e dialogare in modo diretto con chi ascolta. La scelta del podcast è dettata dalla sua capacità di raggiungere un pubblico globale e di interagire con persone in tutto il mondo. Il nostro obiettivo è sensibilizzare un pubblico sempre più vasto, affinché la violenza di genere possa essere affrontata con efficacia. 

La serie podcast “Voci contro la violenza” sarà distribuita sulle principali piattaforme di podcasting e promosso attraverso i canali di Podcastory. In segno di solidarietà, le speaker del podcast doneranno il proprio gettone di presenza al Centro Antiviolenza SVS Donna Aiuta Donna, che offre sostegno e assistenza alle persone che hanno subito violenza sessuale, maltrattamento e stalking. 

“Nessuna donna dovrebbe mai temere di camminare per strada, di guadagnare troppo o di sentirsi vulnerabile tra le mura domestiche – ha dichiarato Francesca Silvia Loiacono, Co-founder e Head of Content di Podcastory -. La vera grandezza di una società si misura dal modo in cui si proteggono e si rispettano le sue donne. Per questo, noi di Podcastory abbiamo deciso di dare voce a sei grandi donne per gridare più forte al mondo la nostra denuncia. In un mondo dove la gentilezza è l’unica vera rivoluzione, il nostro invito è quello di essere più cortesi gli uni con gli altri, per costruire un domani migliore per tutti”. 

“Uscire dalla violenza si può – ha dichiarato Alessandra Kustermann -. Ma l’esperienza dei Centri Antiviolenza nell’affiancare e sostenere le donne, ci ha insegnato che la vera libertà e autonomia dalla violenza sono possibili soprattutto attraverso l’emancipazione economica e abitativa. È quello su cui punta il progetto Ri-Nascita che stiamo costruendo insieme a CADMI nella Cascina che il Comune di Milano ci ha concesso per 90 anni nella zona Sud della Città. Quello che è fondamentale per contrastare e prevenire la violenza è costruire una società e una cultura che vadano oltre gli stereotipi, i pregiudizi e i luoghi comuni in merito ai ruoli, ai diritti e ai doveri delle donne e degli uomini. Una cultura dell’ascolto, del rispetto e della reciprocità”. 

Media partner del progetto è la testata giornalistica Roba da Donne. 

“La violenza fisica, lo stupro e il femminicidio sono solo la punta dell’iceberg della piramide della violenza di genere – ha dichiarato Ilaria Maria Dondi, Direttrice responsabile di Roba da Donne -. Essa parte da molto lontano: dalla richiesta che si fa alle bambine di essere sempre sorridenti e ben disposte, e che arriva all’idea che il catcalling per strada debba essere considerato da noi donne come un complimento. C’è violenza di genere nel “vestita così te la vai a cercare”, e nell’insegnamento che la gelosia è una dimostrazione d’amore. La violenza di genere è quella cui contribuiamo quando stiamo zitte e zitti di fronte all’amico, al fratello o al collega che controlla il telefono della fidanzata, le vieta di uscire o ne controlla i movimenti e le finanze: è una violenza strisciante e sistemica, che spesso normalizziamo e sminuiamo. Non si combatte con i proclami in una o due giornate all’anno, serve fare cultura ed educazione di genere, ogni giorno”.