Korian Italia dice no alla violenza di genere con il progetto  “L’Arte InGenere – Tu sotto la maschera” 

In occasione del 25 novembre, Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne, Korian Italia – player nei servizi dalla prevenzione alla cura – e il Korian Women’s Club – un gruppo di lavoro di donne per le donne che opera sia a livello internazionale, sia in ogni Paese in cui il Gruppo è presente – lanciano il progetto “L’Arte InGenere – Tu sotto la maschera”, il contest che libera l’anima attraverso l’arte. 

“L’Arte InGenere – Tu sotto la maschera” è un contest artistico pensato per dare la forza di parlare, condividere la propria sofferenza e chiedere aiuto, e si rivolge a tutte le persone che gravitano attorno alle strutture Korian Italia: dai pazienti ai loro familiari, passando per gli operatori e le operatrici. 

Al centro dell’iniziativa, la realizzazione di un’opera d’arte che tratti il tema della violenza di genere attraverso la maschera, troppo spesso indossata simbolicamente da chi vive queste situazioni per nascondere le proprie emozioni, per la paura di essere giudicate, per amore o per proteggere il proprio carnefice, vivendo una vita nascoste. 

Il contest è stato lanciato da un video realizzato interamente da dipendenti Korian, nato da un’idea di Raffaella D’Angerio, Legal, Corporate & Compliance Affairs Manager di Korian Italia e coordinatrice del team del Women’s Club contro la violenza di genere. Il corto, pubblicato sui canali proprietari Korian, porta in scena situazioni concrete e, purtroppo, quotidiane legate alla tematica. 

Il progetto Arte InGenere nasce dalla profonda sensibilità di Korian e del suo Women’s Club verso la violenza di genere, una realtà con cui ancora oggi, purtroppo, troppe donne devono convivere” ha commentato Katia Piantoni, Presidentessa del Korian Women’s Club. “Abbiamo deciso di far passare un messaggio di forza e solidarietà attraverso lo strumento dell’arte, nella convinzione che rappresentando le proprie emozioni le persone possano liberarsi di un peso che condiziona le loro vite, riuscendo così a fare un primo, anche piccolo passo nella direzione dell’aiuto”. 

Il contest di Korian Italia vuole essere dunque l’occasione per dare libero sfogo alla creatività in tutte le sue espressioni artistiche, attraverso opere, poesie o storie, nella convinzione che l’arte possa liberare le nostre anime e i nostri sentimenti. In ogni struttura sarà quindi allestito un luogo dedicato al progetto dove poter esporre tutte le creazioni e, tra tutte quelle esposte, entro il 10 marzo 2024 ne sarà scelta una a rappresentare l’intera struttura. Il 20 marzo 2024, in occasione della Giornata della felicità, saranno proclamate le strutture vincitrici. 

Per realizzare il video “L’Arte InGenere – Tu sotto la maschera”, è stato coinvolto attivamente un gruppo di dipendenti Korian, che hanno prestato i loro volti, le loro voci, le loro emozioni e le loro composizioni musicali per raccontare storie di donne vittime di violenza. 

L’arte è ciò che permette loro di liberarsi e l’uso dei colori e della musica scandisce il percorso verso la piena consapevolezza. Assenti nelle prime drammatiche scene, essi animano il video, rappresentando il momento di liberazione della donna. 

Il video che Korian e il Women’s Club hanno realizzato per la giornata del 25 novembre ha lo scopo di sensibilizzare quante più persone possibile, sia all’interno che all’esterno della nostra Azienda, su un tema così delicato” ha commentato Raffaella D’Angerio, Legal, Corporate & Compliance Affairs Manager di Korian Italia e membro del team del Women’s Club. “Ogni scena simboleggia situazioni purtroppo reali, attraverso le quali abbiamo voluto dare voce a tutte quelle donne che non riescono a chiedere aiuto, mostrando loro che trovare una via d’uscita è possibile e che non sono sole”. 

Quattro scene chiave identificano situazioni tristemente comuni alle donne che subiscono violenza, sia fisica che psicologica: una donna che si guarda allo specchio e che rappresenta le emozioni negate, un’altra dietro la grata, emblema delle costrizioni fisiche, una madre nella camera del suo bambino, rappresentazione delle violenze domestiche e, infine, una ragazza seduta per terra che riflette sui suoi comportamenti, simbolo delle vittime colpevolizzate. 

Ognuna di loro, in un modo o nell’altro, ha subito violenza e costrizioni dall’esterno e dall’interno, dettate dalla paura, dai sentimenti e dalle emozioni contrastanti che le vittime vivono. 

La maschera che indossano è il simbolo ricorrente del video: nascondono se stesse e quello che provano, creando una separazione dal resto del mondo. A un tratto, però, la maschera cade: è il momento della liberazione delle protagoniste dalla morsa della violenza, resa possibile grazie alle molteplici espressioni artistiche (danza, pittura, fotografia, musica) con cui manifestano i propri sentimenti, riacquisendo così la libertà.