Google è il personal shopper degli italiani online

L’edizione 2011 della white paper di SEMS e Fullresearch, rispettivamente la search marketing agency e la divisione ricerche del gruppo Fullsix, intitolata “Gli Italiani e i motori di ricerca”, (dal 2004 il più importante monitor su come siano usati nel nostro paese i search engines e come si comportino i consumatori successivamente a una ricerca su Google & co.) ha evidenziato come, anche nell’epoca dei social network, il modo di usufruire del Web da parte degli italiani sia ancora search-centrico: per il 90% degli italiani i search engines sono lo strumento più efficace per arrivare alle informazioni di proprio interesse e, per molti di questi, le sessioni di navigazione partono proprio da una ricerca nei motori.

Non sorprende quindi che i motori di ricerca siano usati su base quotidiana dall’88% degli italiani che accedono al Web, anche al fine di controllare o approfondire quanto appreso dalla stampa (60% dei casi), dalla TV (58%), dal passaparola (48%), dai social network (38%) o dalla radio (35%). Vuoi per mancanza di valide alternative, vuoi perché effettivamente gli utenti si trovano bene nell’usarlo, Google è il motore di ricerca preferito del 92% degli italiani online.

I motori di ricerca sono ritenuti uno strumento di eccezionale supporto soprattutto quando si devono fare delle scelte, ad esempio un acquisto: per il 65% dei rispondenti, i motori sono lo strumento principe per reperire informazioni essenziali in vista dell’acquisto di un prodotto o di un servizio. Viaggi (49%), libri, elettronica (entrambi 45%), telefonia e accessori (44%) i prodotti che più frequentemente vengono acquistati dopo una ricerca nei motori. Ma sarebbe errato pensare a un’unica ricerca prima di un acquisto: i search engines sono usati in maniera costante in tutte le tradizionali fasi del processo d’acquisto (ricerca, confronto, valutazione, decisione, acquisto).

Un processo d’acquisto che, molto spesso, i motori finiscono con il complicare, visto che, dando visibilità e coinvolgendo molte più aziende e prodotti, danno accesso a una mole tale di informazioni che molti utenti non sono in grado di valutare e utilizzare al meglio; il fatto che solo il 22% delle ricerche di tipo commerciale si concluda con un acquisto subito dopo aver utilizzato i search engines lo dimostra.

L’indagine, realizzata nel mese di Luglio e basata su un panel online rappresentativo dell’utenza italiana che accede al Web, ha avuto ben 2.000 rispondenti validati.