Concita De Gregorio e il linguaggio discriminatorio. Un cattivo esempio.

Il commento di Antonella Falugiani, Presidente CoorDown, all’articolo Il Valore di un Selfie

Antonella Falugiani, Presidente di CoorDown, così commenta l’articolo: “L’editoriale di Concita De Gregorio, pubblicato oggi su Repubblica, ci ha lasciati stupiti e amareggiati. Stupiti perché non ci aspettavamo parole discriminatorie, insultanti e che rievocano un passato dolorosissimo da parte di una giornalista e scrittrice che ha spesso avuto attenzione e sensibilità per le battaglie per l’inclusione portate avanti da genitori e persone con disabilità fisica e intellettiva.

Amareggiati perché ancora una volta ci troviamo a denunciare l’uso violento della disabilità come stigma, pietra di paragone da usare come offesa e insulto massimo. Le parole “decerebrati assoluti”, “deficit cognitivo”, “idioti”, il richiamo a classi differenziali con ironia beffarda e l’immagine dell’insegnante di sostegno che dice “pulisciti la bocca” al suo alunno disabile, sono frasi vergognose che eravamo abituati a condannare quando venivano dette incautamente e con grande ignoranza dentro certa TV spazzatura.

Le persone che imparano con difficoltà a pulirsi la bocca, non si permetterebbero mai di rovinare statue, perché hanno imparato cosa sia il rispetto. Ci siamo fatti sentire ogni volta che persone con sindrome di Down, disabilità intellettiva o fisica venivano insultate, fatte oggetto di linguaggio violento. Anche questa volta chiediamo che ci sia una rettifica, le scuse di De Gregorio per aver scelto di “usare” la disabilità per dipingere la stupidità.

Questo non è tollerabile che appaia sullo stesso giornale dove tante volte abbiamo visto dare spazio ai diritti delle persone con disabilità, alle nostre Campagne per l’inclusione. Ci preme che, come avvenuto nei giorni scorsi per un altro editoriale che ha ricevuto critiche, anche stavolta il CDR di Repubblica intervenga pubblicamente per denunciare quanto la pratica e i pregiudizi abilisti siano diffusi, anche tra chi la penna la sa usare, e quanto sia importante sradicarli perché non inficino il lavoro che famiglie, associazioni e attivisti fanno da anni nella diffusione della cultura della diversità e nella lotta per l’inclusione e per il rispetto delle persone con disabilità. Ogni insulto ci fa tornare indietro di anni, non lo permetteremo”.