Scelti i 7 jingle finalisti dell’Accademia della Stella 2023 di Negroni

Sono aperte le votazioni online per scegliere la versione più creativa del celebre jingle “Le stelle sono tante, milioni di milioni…”, reinterpretata dai giovani studenti di musica in occasione della terza edizione dell’Accademia della Stella di Negroni. 

A guidarli, passione, creatività, talento e forte desiderio di essere parte di un amarcord degli anni Sessanta, quando per la prima volta venne trasmesso in radio e poi in tv lo storico jingle di casa Negroni destinato a rimanere nella memoria di intere generazioni fino ad oggi. 

L’Accademia della Stella di Negroni, nata in occasione dei 90 anni di Negronetto per scoprire, sostenere e illuminare i giovani negli ambiti che rappresentano le eccellenze creative del made in Italy, è dedicata quest’anno infatti alla reinterpretazione delle celebri note del brand e vede al suo fianco tre tra i migliori istituti musicali italiani: CPM Music Institute (Milano), Saint Louis College of Music (Roma) e NAM – Nuova Audio Musicmedia (Milano).

Sono 7, in particolare, le proposte selezionate per la finale da una prestigiosa giuria composta dal direttore di orchestra più rock di Sanremo, Enrico Melozzi, dal giornalista Gino Castaldo, fra i più noti critici musicali del panorama italiano, e dal giovane cantante Albe. 

Sette idee ed esecuzioni, scelte tra le 75 candidature arrivate dagli oltre 100 studenti degli istituti partner che al pari di ogni storico jingle raccontano uno spaccato della società attuale attraverso diversi generi musicali e originali riarrangiamenti. 

Spetta ora agli utenti di tutta Italia ascoltare i 7 jingle finalisti per scegliere il vincitore attraverso le votazioni online aperte sul sito di Negroni da oggi e fino al 6 luglio. 

In palio, una borsa di studio da investire nel percorso di studi al fine di migliorare le competenze.

Oggi come ieri il binomio pubblicità-musica resta uno degli strumenti più efficaci per suscitare emozioni e ricordi anche tra le nuove generazioni. 

Non a caso è stato registrato un altissimo interesse da parte dei giovani musicisti coinvolti, che hanno portato alla ribalta il jingle di Negroni, tra i più longevi e amati d’Italia, in modo originale e appassionato. 

Le numerose e interessanti candidature ricevute quest’anno hanno spinto gli ideatori a dare eccezionalmente spazio a 7 finalisti e non più 5, come inizialmente previsto. 

A fare eco al successo dell’appello creativo del marchio della Stella anche i giurati dell’Accademia della Stella 2023:

“Il concorso – ha detto Gino Castaldo – mi ha incuriosito sin da subito e mi sono molto divertito. Ciò che mi ha particolarmente colpito è stata la qualità e la varietà delle proposte. In generale, le idee e le esecuzioni di questi ragazzi sono state di livello medio-alto, cosa non scontata per musicisti così giovani, che hanno dato prova del loro grande talento e dunque del forte potenziale che potranno ancora esprimere in futuro”. 

Per Enrico Melozzi: “E’ stato motivante constatare che queste scuole di musica stanno facendo un importante lavoro sulla produzione musicale e soprattutto sulla qualità del suono. Le voci sono interessanti e le idee musicali e armoniche che ho ascoltato sono molto innovative”.

“Penso che il concorso – conclude Albe – rappresenti per i giovani artisti un’enorme opportunità per mettersi in gioco su qualcosa di nuovo e insolito a livello artistico. Non era per niente facile rielaborare un jingle così famoso rispettando le alte aspettative. Ascoltando i lavori dei ragazzi sono rimasto molto colpito dalle loro produzioni davvero cool e al passo con i tempi: synth, autotune, vocoder, violini, pattern di drums davvero interessanti e suoni assolutamente non scontati”. 

I sette jingle finalisti dell’Accademia della Stella 2023:

  • Alice Favaro (Saint Louis College of Music): “Quando le voci in armonia sono fantasia e malizia”. Così i giudici descrivono questa reinterpretazione che attraverso vocalizzi originali e armonizzazioni corali dona al jingle una nuova ‘veste’.
  • Giulio Carter – Rita Elena Nisticò (CPM Music Institute): “La dinamica del movimento in avanti secondo la lezione dello swing”. Con questa motivazione è stato selezionato questo fast swing che utilizza una vasta gamma di strumenti dall’armonica a bocca alla big band.
  • Chiara Cusumano (Saint Louis College of Music): “Ostinato, scintillante, carico di energia”. Tre parole per riassumere questo brano espressivo punk/rock ben strutturato e creativo.
  • Fabio Massimo Barelli (Saint Louis College of Music): “L’innocenza dei bambini che comunicano senza voler comunicare”. Proprio il coro di bambini, insieme alle dolci armonizzazioni, danno a questa versione del jingle una tenerezza straordinaria. 
  • Giulio Rosatelli (Saint Louis College of Music): “La sapienza del rock che apre e allarga l’orizzonte”. Per la giuria è un rock sinfonico da ritmo “quasi tango”.
  • Davide Mettifogo – Mario Vernetti – Marco Pezzali – Gaetano Dino Chirico (CPM Music Institute): “Come nei grandi film o romanzi con un finale azzeccato”. Questa versione conquista per l’armonizzazione virtuosa del coro e l’utilizzo originale delle voci adulte con quelle dei bambini. 
  • Carloalberto Viani – Irene Tomassini (CPM Music Institute): una versione pop apparentemente classica, che lascia spazio a stravaganti armonizzazioni corali.