MY PR si aggiudica la comunicazione di Bridgestone

MY PR è stata scelta da Bridgestone, azienda internazionale nel settore dei pneumatici e nelle soluzioni avanzate per la mobilità sostenibile, come advisor per la comunicazione e le relazioni con i media in Italia. 

Grazie al supporto di MY PR, Bridgestone punta a rafforzare il suo posizionamento nel mercato italiano, ad accrescere e diversificare la sua visibilità sui media e a consolidare la leadership dell’azienda come top player del settore. 

Con l’acquisizione di Bridgestone, MY PR rafforza così la sua expertise nel settore automotive e della mobilità più in generale, un ambito che vede l’agenzia attiva su tematiche di stretta attualità come la micro-mobilità, i marketplace, i servizi on line e i nuovi vettori energetici come l’idrogeno. 

Sotto la guida dell’account manager Roberto Grattagliano, il team di lavoro di MY PR si occuperà della strategia di posizionamento e dello sviluppo del piano di comunicazione PR basato su tre asset reputazionali della multinazionale giapponese: corporate, brand e prodotti.

“I settori dell’automotive e della mobilità stanno vivendo un momento di profonda trasformazione, dove la comunicazione gioca sempre più un ruolo centrale.” ha affermato Jacques Capizzi, PR and Communication Manager Bridgestone EMIA South Region “Abbiamo apprezzato la strategia e le idee proposte da MY PR sia per valorizzare l’azienda, i prodotti e le innovazioni, sia per rafforzarne il posizionamento in questo contesto in continuo cambiamento”.

“Lavorare accanto al team di comunicazione sugli asset reputazionali di Bridgestone è per noi motivo di orgoglio e responsabilità” ha affermato Giorgio Cattaneo, Presidente di MY PR “il mercato della mobilità è in una fase di cambiamento strutturale; da tempo in agenzia ne seguiamo le dinamiche e ci siamo dotati di una serie di tools e di analisi per intercettarne la portata mediatica e le sue direttrici. Siamo convinti che uno degli asset sempre più apprezzato dai nostri clienti sia la capacità di interpretare la contestualità, i trend mediatici e programmare le attività di content management in funzione delle necessità dei canali e dei format dei media”.