Convegno “Smart Tv revolution”: l’analisi delle criticità secondo Aeranti-Corallo

Si è tenuto oggi a Milano, a Palazzo Pirelli, il convegno “Smart Tv revolution. L’impatto della trasformazione tecnologica sul sistema televisivo italiano”, a cura del Corecom Lombardia.

Nel corso dell’incontro sono stati presentati i dati di una ricerca, commissionata dal Corecom Lombardia al CeRTA (Centro di Ricerca sulla Televisione e gli Audiovisivi) dell’Università Cattolica di Milano, dal titolo “Switch off 2021. Regione Lombardia come laboratorio di innovazione”.

Si è parlato di come stia cambiando il sistema dei media digitali, dei device e di come si stiano ridefinendo l’offerta e i comportamenti di utilizzo dei prodotti multi mediali. Al centro dell’attenzione il mercato delle smart Tv.

Tra gli altri, sono intervenuti: Marianna Sala (Presidente Corecom Lombardia e Coordinatrice nazionale Corecom), in veste di coordinatrice; Massimo Scaglioni (Direttore CeRTA) che ha illustrato i risultati della ricerca, condotta tra maggio e giugno 2022; Laura Aria (Commissario AGCOM) sul tema della prominence dei servizi di media audiovisivi e radiofonici di interesse generale; Andrea Imperiali (Presidente Auditel) ha commentato il cambiamento delle dotazioni tecnologiche delle famiglie; Raffaele Pastore (Direttore Generale UPA) ha portato il punto di vista degli investitori pubblicitari; Fabrizio Angelini (Amministratore Delegato di Sensemakers, società che offre servizi di consulenza per l’analisi dei media e l’interpretazione dei dati sul comportamento dell’audience) ha trattato il tema dei consumi televisivi e dei consumi digitali in genere.

Per Aeranti-Corallo è intervenuto Fabrizio Berrini evidenziando le criticità tecniche sopravvenute a seguito dello switch-off a favore della tv digitale di nuova generazione: “Sono emerse criticità tecniche rilevanti che hanno generato una significativa flessione degli ascolti per le tv locali e che riguardano molti aspetti di questa transizione”.

Venendo al tema della transizione al nuovo standard digitale, Aeranti-Corallo ha chiesto “che venga definita una data certa per il passaggio alle trasmissioni in DVBT-2 HEVC per tutti gli operatori, nazionali e locali. Questo perché il perdurare della fase di trasmissioni in DVBT con compressione Mpeg-4 (un sistema meno efficiente) sta  penalizzando fortemente l’emittenza locale, che ha spazi radioelettrici troppo limitati per poter trasmettere programmi in buona qualità. La conseguenza è che le tv nazionali disponendo di sufficiente capacità trasmissiva  possono trasmettere contenuti in alta definizione anche in mpeg-4, mentre alle tv locali, sin che dura questa fase transitoria, è stata assegnata una quantità di capacità trasmissiva scarsa che non rende possibile trasmettere segnali di adeguata qualità. Dunque è necessario che venga fissata una data certa per il passaggio in DVBT-2, per tutti, anche considerando che il numero di persone in grado di ricevere segnali in DVBT-2 va sensibilmente aumentando, come peraltro dimostrato anche dalla ricerca oggi presentata, che conferma e rafforza precedenti studi analoghi”.

Sul punto, Aeranti-Corallo ritiene che “non appaiono convincenti le obiezioni di coloro che vorrebbero rinviare sine die il passaggio allo standard DVBT-2 lamentando il fatto che l’utenza non sarebbe in grado di ricevere i programmi in tale standard. La transizione contestuale di tutte le tv locali e nazionali, con un’ampia e immediata promozione del relativo processo, determinerebbe certamente un rapido acquisto dei nuovi televisori e dei nuovi decoder da parte dell’utenza ancora sprovvista, come peraltro era avvenuto a suo tempo in occasione del primo switch off da analogico a digitale”.

Concludendo il suo intervento, Fabrizio Berrini ha affrontato la questione della ‘prominence’: “Aeranti-Corallo parteciperà alla consultazione pubblica Agcom evidenziando che non ritiene convincente l’ipotesi di prevedere un’icona specifica per l’ingresso ai contenuti delle tv locali. In tal modo verrebbe minimizzato il sistema di ricerca dei canali tramite la consultazione progressiva delle numerazioni, con conseguente rischio di marginalizzazione dei contenuti delle tv locali rispetto a quelli delle tv nazionali”.

A parere di Aeranti-Corallo “le varie ipotesi sul tavolo non risolvono i problemi rispetto alle piattaforme OTT e, come detto, vi è un forte rischio di marginalizzazione dell’intero comparto delle tv locali. Inoltre, diversamente da come previsto  dallo schema di provvedimento dell’Agcom deve essere dato spazio anche all’emittenza radiofonica locale e non solo a quella nazionale”.