Gli smartphone e noi

Il 7 febbraio, in occasione dell’Internet Safer Day, SWG assieme ad Italian Tech e Telefono Azzurro hanno parlato, alla Camera dei Deputati, di abitudini e rischi percepiti sull’uso dello smartphone da parte degli italiani. Questo un estratto della ricerca completa, consultabile online. 

Dall’indagine emerge che 3 italiani su 5 guardano allo smartphone come un’innovazione positiva, che nel complesso ci ha migliorato la vita. Convinzione più diffusa tra la Gen Z (72%) ma che trova d’accordo anche la maggioranza degli adulti. Device ormai indispensabili, che ci assistono nell’informarci e intrattenerci, nel fare acquisti e accedere a servizi, nel lavorare ed imparare. 

Molte luci, ma anche qualche ombra, a partire dal grande tema della privacy fino ai rischi percepiti di un decadimento nel benessere psichico ed emotivo. Non a caso tra il 38% dei 14-75enni emergono avvisaglie di nomofobia, ovvero la paura di rimanere sconnessi e privi del proprio telefono. Un disagio più presente tra i giovani, ma che non risparmia affatto gli adulti. 

E poi il dato più delicato, quello riferito ai bambini: nella fascia d’età 6-9 anni, il 75% ha già iniziato ad usare uno smartphone. In prima adolescenza (10-13 anni), 1 su 3 lo fa già in totale autonomia. Lo raccontano gli stessi genitori, i quali presto abdicano all’importante ruolo di vigilanza ed educazione al corretto uso dei device (e di internet). Giovani «dipendenti» da smartphone? La sfida comincia in famiglia.