Marie Claire Italia pubblica un’inchiesta sui disturbi mentali degli adolescenti

In Italia 220mila (il 10%) dei giovani tra i 14 e i 19 anni nel 2021 si dichiara insoddisfatto della propria vita, un dato che conferma un significativo aumento del disagio giovanile. Il suicidio è la seconda causa di morte tra i giovani, ma nel nostro Paese il boicottaggio del futuro assume anche altre forme: nel 2021 l’Italia è stata la terza nazione con più abbandoni scolastici (12,7%), dopo Romania (15,3%) e Spagna (13,3%) e ha visto un aumento del 30% dei casi di disturbi alimentari e autolesività. 

Le forme per infliggersi dolore fisico e psicologico stanno diventando sempre di più e comprendono anche suicidio sociale, self cutting, ma anche sexting, bullismo, che non si accanisce sui diversi, ma piuttosto sui fragili, perché rimanda alla propria insopportabile fragilità. 

Secondo l’Inps, delle oltre 300mila richieste del bonus psicologico offerto dal nostro Governo, il 60% arriva da under 35, ma i fondi non saranno sufficienti per tutti. 

Parte da questi dati preoccupanti l’inchiesta di Marie Claire intitolata “Se i ragazzi non stanno bene” sull’autolesionismo e depressione adolescenziale, un lungo approfondimento di quattro articoli a cura di Sara Del Corona, Francesca Varasi, Silvia Danielli, Valeria Balocco e un reportage esclusivo della fotografa Federica Sasso.  

Un quadro dove rientrano, quali punti di snodo essenziali, i social media (in primis TikTok), da parte del problema a strumenti da imparare a usare:  possono diventare una rete in cui cercare di prendere consapevolezza dei problemi condividerli con i propri coetanei. 

E poi lei, l’elefantessa rosa nella stanza della discografia, la musica rap e trap, che indaghiamo attraverso le barre e gli scambi di artisti come Marracash, Chiello, Massimo Pericolo: un diario aperto su un mondo che fatichiamo a leggere. 

Abbiamo tra le mani una bomba che potrà esplodere in più forme  – commenta il direttore di Marie Claire, Manuela Ravasio, nell’editoriale che accompagna il numero  – perché il loro malessere è un fatto comprovato che dipende molto anche da noi adulti (o apparenti tali). Abbiamo tutti gli strumenti del mondo per comprenderli ma non sappiamo impugnarli, o, forse, siamo di fronte a una generazione di adolescenti di intelligenza e sensibilità talmente rare da sfuggire all’aggiornamento degli strumenti che reputiamo adatti. Quindi cosa facciamo? In queste pagine proviamo a capire guardando, ascoltando, chiedendo a molte voci e sguardi diversi. I ragazzi non stanno bene, ma noi, siamo sicuri di essere altro da loro?”.

L’inchiesta di questo numero conferma l’impegno di Marie Claire, iniziato a ottobre scorso, nel raccontare il costume attraverso moda, scouting e dibattiti approfonditi con una serie di inchieste che proseguiranno per tutto il 2023: la prossima, del numero di marzo, sarà sulla violenza finanziaria.