Klaus Davi: ‘Come ho le notizie? semplice, vado a casa dei boss’

Il giornalista sarà teste della difesa nell’ambito di un processo su una cruenta faida di mafia 

Ha terremotato gli ambienti della ‘Ndrangheta di Archi con una notizia proveniente da una fonte “granitica” e “apicale”. Trattasi del tentato omicidio al boss Giorgio “Franco” Benestare avvenuto il 26 maggio nel quartiere di Archi, travolto da un furgone Fiat Doblò bianco mentre percorreva a piedi via Croce Cimitero, per mano (si ipotizza processualmente) di Emilio Molinetti e Marco Geria. A poche ore dal fattaccio, Klaus Davi pubblicava i nomi dei presunti attentatori e di un complice. Ora il  vero e proprio colpo di scena. L’avv. Corrado Politi, storico difensore della famiglia Molinetti e nello specifico di Emilio, ritenuto tra i più quotati del settore, ha citato il giornalista come teste della difesa. Klaus  dovrà comparire al processo il prossimo 21 febbraio nell’Aula Bunker di Reggio Calabria. Un coup de théâtre che sta facendo discutere gli ambienti giudiziari. Apparentemente sembrerebbe un controsenso: coinvolgere nella difesa il giornalista che ha prodotto su Molinetti Gino, detto “la Belva” (padre del presunto attentatore Emilio) , uno dei killer di Archi più tristemente famosi, decine di articoli e inchieste, al punto che lo stesso ha citato più volte Davi per stalking e diffamazione, accusandolo di aver provocato in lui una “depressione”. Quella della difesa appare quindi una mossa paradossale.

S&W: Allora Klaus, pronto a essere esaminato?
KD: Certo, quando i miei avvocati Eugenio Minniti e Simona Giannetti mi hanno informato della cosa mi sono messo subito a disposizione. La considero una mia storia. Ad Archi, il luogo dell’attentato, ci ho vissuto per tre anni. Conosco tutti gli anfratti, tutti i luoghi carichi di simbolismo.

S&W: Come hai fatto ad avere la notizia?
KD: Semplice, ho ripristinato una vecchia abitudine del giornalismo: andare a casa delle persone.

S&W: Dei boss?
KD: Certo, ma non solo! Sono stato da Giovanni Luca Nirta, Vincenzo Pesce, Cosimo Borghetto, Francesco Pelle detto “Ciccio Pakistan”, Salvatore Mancuso, Giuseppe Piromalli, Nicola Bonavota, Michele Labate, Luigi Notarianni e tanti altri.

S&W: Ma in quel caso?
KD: Venni messo sulla strada giusta da una persona del posto.

S&W: Ti ricevono tutti?
KD: Non proprio, qualcuno ti manda pure aff……

S&W: La fonte era credibile?
KD: Direi di sì, fatto salvo che Geria e Molinetti sono innocenti fino al terzo grado di giudizio.

S&W: Li conosci?
KD: Solo di vista. Stavano sempre nella cosiddetta  ‘via dei Tegano’ (feroce clan della Ndrangheta)  e quando passavo con la macchina si dileguavano.

S&W: Addirittura…
KD: Non certo per paura. Temevano di essere ripresi.  

S&W: Ma perché l’avvocato del figlio di Molinetti ti ha citato?
KD: Lo ignoro. Un po’ sono stato un “biografo” del padre  Gino.

S&W: Quando hai iniziato a indagare su di lui?
KD: Fine 2015. Andai dall’allora Questore di Reggio Calabria Raffaele Grassi che mi disse “Molinetti non ha neanche le misure di prevenzione”. Lo volevo intervistare fuori dalla Questura, quando i boss in semi libertà vanno a firmare.

S&W: Lui non ti ha mai voluto incontrare?
KD: È stato mal consigliato e se ne è pentito…

S&W: Perché il focus su Molinetti?
KD: Può contare su forti complicità nello Stato. È stato libero per 15 anni. Quando lo arrestarono con l’operazione ‘Malefix’ che disinnesco’ una probabile faida,  la vera domanda da fare agli inquirenti  era questa: perché “la Belva Molinetti ” è stata libera così a lungo? Chi l’ha protetto?

S&W: Che idea ti sei fatto di lui?
KD: Spietato, violento, cinico, ma molto intelligente. Un leader glaciale  del crimine.

S&W: Al punto che Gino lanciò la sfida ai De Stefano?
KD: Rispetto a Gino, Carmine De Stefano (vertice dell’omonima cosca ndr)  lo considero mediocre. Cattivo ma mediocre. Mentre Gino è spietato ma intelligente.

S&W: Cosa dirai nell’Aula Bunker di Reggio Calabria il prossimo 21 febbraio?
KD: Dipenderà dalle domande. Mi stupisco però di una cosa. Come si possa affrontare il tema ‘Ndrangheta senza conoscere certi territori. Senza aver battuto il marciapiede. Senza aver respirato l’aria di Archi, San Luca, Vibo, Africo. Errori se ne possono fare, ma la ‘Ndrangheta non è qualcosa che si possa  affrontare senza approfondire certi contesti socio-culturali. E vederli da vicino, con una buona dose di p……

S&W : A te non mancano….

KD : Il collateralismo fra procure e giornalisti ‘embedded’ era malsano  e non poteva durare a lungo. Era palesemente una forzatura. Quindi da qualche parte a cercare le notizie devi andare a cercarle muovendo il fondoschiena.

S&W : E sulle intercettazioni che pensi?

KD : E’ folle limitarne l’utilizzo contro mafia e corruzione.

S&W : E’ vero che un importante boss ti ha regalato due bottiglie di vino….

KD : Si, per natale . Bianco e rosso….. e mi ha anche  detto sorridendo enigmatico  ‘non la sto corrompendo’. Non mi fare però preoccupare, qualcuno sul colore rosso ha voluto ricamare. Tocchiamoci….