Festival della Comunicazione 2023, apre Mario Tozzi al Palazzo Ducale di Genova

Inaugura già nei primi giorni del nuovo anno la stagione 2023 di Frame – Festival della Comunicazione. Martedì 10 gennaio, alle ore 18:00 e presso la Sala del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale a Genova, Mario Tozzi è protagonista di un evento dedicato alla straordinaria e affascinante storia del mare Mediterraneo, partendo da chi lo abitava prima ancora degli esseri umani.

Per l’occasione viene anche presentato il suo ultimo saggio, dal titolo “Mediterraneo inaspettato” (Mondadori), in un confronto in cui il geologo del CNR – nonché divulgatore scientifico e autore – dialoga con Beppe Costa, presidente della Fondazione Palazzo Ducale. A introdurre l’evento il direttore del Festival della Comunicazione, Danco Singer. 

Mario Tozzi si interroga e ci interroga, anzitutto, su cosa possa esserci di inaspettato in un mare che conosciamo da sempre. Davvero il Mediterraneo ha ancora segreti da svelare a chi vive sulle sue coste, si nutre dei suoi prodotti o vi si tuffa ogni estate? Ebbene sì, perché ciò che pochi conoscono è la sua storia più antica, sono gli eventi che hanno portato alla sua formazione, le vicissitudini che ha attraversato nei millenni e nelle ere, prima della comparsa di noi sapiens, e le straordinarie trasformazioni che ha subito nel corso della sua evoluzione.

Con un punto di vista originalissimo, Mario Tozzi esplora l’ante-storia del nostro mare attraverso la voce delle specie che lo abitano, e dei loro antenati – pesci, cetacei, elefanti e scimmie – che vi hanno vissuto quando ancora era il grande oceano Tetide e si sono dovuti adattare ai cambiamenti che ne hanno mutato il volto.

Una prospettiva sulla stupefacente armonia cui questo mare splendido, fondendosi con la storia della Terra, ha dato vita. Ma soprattutto un momento di discussione e riflessione davanti allo scempio di cui è quotidianamente vittima per mano dell’uomo, l’unica specie che, credendo di potere dominare i sistemi naturali, è stata in grado di dilapidare un autentico patrimonio, probabilmente rubandolo alle generazioni future.