Rai Fiction presenta: Sergio Castellitto in “Il Nostro Generale”

A quarant’anni dalla strage di Via Carini (3 settembre 1982), la serie racconta la storia del Nucleo speciale antiterrorismo creato dal Generale Carlo Alberto dalla Chiesa – interpretato da Sergio Castellitto – per combattere l’attacco delle Brigate Rosse allo Stato in quella che fu una vera e propria guerra per la difesa della democrazia. Da una parte il Generale e un gruppo scelto di giovani carabinieri sotto copertura, addestrati con metodi investigativi innovativi per l’epoca, e dall’altra ragazzi altrettanto giovani, i brigatisti, che coltivavano l’obiettivo di sovvertire lo Stato democratico attraverso sequestri, omicidi e attentati.

Le vicende del Paese – raccontate anche attraverso immagini e filmati di repertorio originali – si intrecciano a quelle personali e familiari dei protagonisti. La serie si avvale della consulenza storica del giornalista Giovanni Bianconi e del coinvolgimento, in fase di produzione, dei familiari del Generale dalla Chiesa, di alcuni dei veri membri del Nucleo speciale antiterrorismo, di alcuni dei magistrati che hanno partecipato alle indagini e poi istituito i processi. Questo ha permesso di portare sullo schermo non solo la ricostruzione accurata di una vicenda storica ancora poco conosciuta, ma anche il racconto più intimo e personale della vita dei protagonisti.

Realizzata con la collaborazione del Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri, con il sostegno del Mic e di Film Commission Torino Piemonte, la serie è stata girata anche in alcuni dei luoghi reali delle vicende narrate, tra cui la Caserma dei Carabinieri Pietro Micca di Torino e il cortile dove le Brigate Rosse uccisero Fulvio Croce, presidente dell’ordine degli avvocati di Torino.

Nota del regista Lucio Pellegrino: “Questa è una serie che racconta gli Anni di piombo da una prospettiva inedita. Non è una storia che ha al centro il mondo dei brigatisti, non è un racconto che si spinge in quella zona grigia della nostra società, che è stata pericolosamente vicina al mondo dell’eversione, non è nemmeno il biopic di un personaggio centrale della seconda metà del Novecento italiano, come il Generale Carlo Alberto dalla Chiesa. Questa è la storia della guerra tra Stato e Brigate Rosse, come non è stata ancora raccontata. Dai rapimenti lampo del 1973 all’arresto dell’ultimo capo delle Br, Giovanni Senzani, nel 1982, passando attraverso il rapimento di Aldo Moro e a Patrizio Peci, il primo pentito delle Br.  Un decennio cupo e violento, che si è lasciato dietro un’enorme scia di sangue. Una guerra, combattuta da ragazzi, da un lato i giovani aderenti alle organizzazioni terroristiche rivoluzionarie, dall’altro un gruppo di ventenni, carabinieri e poliziotti, appartenenti ai Nuclei speciali antiterrorismo.”

“Al centro, la figura di Carlo Alberto dalla Chiesa, che all’inizio della nostra storia viene trasferito da Palermo a Torino per indagare il clima di tensione che sta investendo il triangolo industriale. Il Generale lentamente riesce a comprendere e poi a colpire le Brigate Rosse, grazie ad un lavoro di analisi modernissimo e all’utilizzo di armi inedite per l’epoca, come gli infiltrati e poi anche i pentiti. I successi di dalla Chiesa si portano dietro infinite polemiche, i terroristi perdono i pezzi e si rigenerano di continuo, mentre il nostro protagonista scopre di avere nemici dentro la stessa Arma e nella politica, in quegli anni profondamente condizionati dalla P2 di Licio Gelli.”

“La memoria di quel decennio è custodita nei servizi della tv in bianco e nero e negli annunci dei primi telegiornali a colori della Rai. Su questa memoria visiva ho costruito la messa in scena di questa serie. Col mio direttore della fotografia Marco Bassano ho deciso di mescolare i formati, abbinando al digitale dei nostri giorni, le riprese effettuate con la pellicola 16mm (in bianco e nero e a colori) e con vecchie telecamere anni ‘80.  In questo modo abbiamo creato un universo visivo innervato di repertori reali, repertori creati ad arte e scene che mescolano realtà e finzione.” 

“L’interpretazione non imitativa ma profondamente realistica di Sergio Castellitto, l’intensità di Teresa Saponangelo nel ruolo di Dora dalla Chiesa, la freschezza di un gruppo di attori giovani pieni di talento e un lavoro maniacale di casting sui tanti ruoli (più di cento), hanno dato corpo e vitalità ai nostri personaggi. La scelta di girare, per quanto possibile, nei luoghi reali dove si sono svolti i fatti raccontati, ci ha restituito un ulteriore tasso di verità. Torino e Palermo in particolare, sono città ancora simili a quelle che erano quarant’anni fa, ma sembrano non avere memoria di quegli anni, in cui ogni giorno il telegiornale della sera era una specie di bollettino di guerra.”

Una serie di  Lucio Pellegrini con Antonio Folletto e con Teresa Saponangelo nel ruolo di Dora dalla Chiesa. Prodotta da Simona Ercolani. Regia di Lucio Pellegrini e di Andrea Jublin. Scritta da Monica Zapelli e Peppe Fiore. Serie tv in 4 serate in prima visione su Rai1  9-10 e 16-17 gennaio 2023.