Frozen Planet II: Giovedì 5 gennaio l’ultima puntata su Retequattro

Giovedì 5 Gennaio in prima serata su Retequattro, in esclusiva assoluta per l’Italia, terzo e ultimo appuntamento con la serie documentaristica BBC Frozen Planet II

Questa settimana, il racconto delle aree ghiacciate del Pianeta si concentra sull’estremo nord della Terra e sugli scienziati e le persone che dedicano la loro vita a documentarne i cambiamenti e comprenderne l’impatto, non solo su animali e persone, ma sul Pianeta nel suo complesso.

Nella prima parte, sequenze straordinarie dello scioglimento del permafrost, solidificatosi durante l’ultima Era Glaciale e che, per definizione, dovrebbe esserlo permanentemente. Inoltre, splendide e rarissime immagini sono dedicate al Leopardo dell’Amur (solo 120 individui, è il grande-felino più raro in natura) e alla Tigre Siberiana (solo 500 individui, lunga 3 metri dal naso alla coda, che misura 1 metro, con artigli di 10 centimetri).

Ancora più dure le immagini che documentano il distacco dei ghiacciai in Groenlandia e le condizioni in cui versa il Ghiacciaio Ngozumpa, in Nepal – stati di calamità confermati anche da quelle in arrivo dalla Stazione Spaziale Internazionale, fornite a BBC dalla NASA – oltre alle infiltrazioni di metano nei laghi di Fairbanks e dintorni, in Alaska. Importanti le testimonianze degli scienziati del Thwaites Glacier Research Project, in Antartide.

FP II: numeri

– il team di Frozen Planet II ha realizzato un totale di 102 riprese, di cui 31 da remoto, anche con troupe locali;

– nel complesso si sono resi necessari 2.188 giorni sul campo, nell’arco di quattro anni e mezzo, in tutti i continenti, in 18 diversi paesi;

– il periodo più lungo trascorso senza interruzioni, on field, è stato di tre mesi;

– il viaggio più lungo verso una location ha richiesto tre settimane;

– Il periodo di quarantena più lungo è stato di 42 giorni.

FP II: tecnologie

– i droni hanno permesso di filmare, in luoghi remoti, sia i paesaggi sia i comportamenti degli animali:

o  i light-weight drone offrono una prospettiva ottimale, in situazioni in cui altre riprese aeree sarebbero state difficili o impossibili; 

o  i GPS-programmed drone sono stati utilizzati per volare su rotte specifiche e catturare le modifiche del paesaggio, anche negli anni, e rivelare i cambiamenti nei ghiacci marini;

o  gli high speed FPV (first-person view) ‘racer’ drone ad alta velocità, utilizzati per filmare le valanghe, adottati per la prima volta in assoluto in un documentario televisivo;

o  i thermal drone sono stati utilizzati per consentire al team di filmare in notturna;

High-Definition Remote Camera Trap, fototrappole 4K impiegate in luoghi in cui si trovano animali troppo timidi per essere filmati;

Long Term Time-Lapse Camera, speciali telecamere time-lapse istallate sui ghiacciai per documentarne i cambiamenti;

– riprese in Time-Lapse e Lapsed-Time in quota e dallo spazio, con esperti di imaging spaziale e scienziati, per confrontare e sovrapporre vecchie immagini a nuove, oltre a svariati sopralluoghi, e rivelare i profondi cambiamenti dei ghiacciai delle Alpi europee;

Rebreather Diving Technology e Pole Camera, i primi, cruciali per tutte le sequenze subacquee, hanno consentito di rimanere in immersione per periodi più lunghi e in presenza di animali dal comportamento imprevedibile; e, dove le condizioni erano troppo pericolose per immergersi sono state progettate e utilizzate telecamere speciali, che hanno consentito agli operatori di rimanere in superficie. 

Frozen Planet II è stato realizzato dalla Natural History Unit di BBC Studios e co-prodotto da BBC America, Open University, Migu Video, ZDF e France Televisions.