Il mercato digitale chiuderà l’anno ancora in crescita (+2,1%). 

Il digitale si può dire che abbia rimodellato il mondo negli ultimi decenni. Ora ci attendono nuove sfide, e l’obiettivo che ci diamo è quello che le nuove tecnologie possano conseguire un doppio risultato: oltre a trainare e spingere in avanti l’economia, avere anche impatti significativamente positivi sull’ambiente. Nonostante le incertezze dovute allo scenario geopolitico, alle dinamiche inflattive e agli effetti del PNRR, è prevedibile che nei prossimi anni la trasformazione digitale in atto proseguirà dando un rinnovato slancio al mercato e portando benefici a persone e famiglie. Il 2022 può pertanto segnare l’inizio di uno scenario completamente nuovo per il digitale, in cui l’aspetto competitivo e quello normativo e politico convergono all’interno di una nuova visione strategica che mette la trasformazione digitale al centro dell’evoluzione economica del futuro prossimo”. Così Marco Gay, Presidente di Anitec-Assinform, l’Associazione di Confindustria che raggruppa le principali aziende dell’ICT, a commento della pubblicazione sull’andamento del digitale in Italia, condotta in collaborazione con NetConsulting cube e presentata quest’oggi a Roma.

Nei primi sei mesi del 2022, il mercato digitale ha fatto registrare un valore di 37.163 milioni di euro, con una crescita del 3% rispetto ai primi sei mesi del 2021. Ad avere la crescita percentuale più sostenuta sono stati i settori dei Servizi ICT (+7,2%), spinti soprattutto dal mercato Cloud (+25,5%), e dei Contenuti e pubblicità digitale (+7,1%). Le dinamiche economiche generali della seconda metà del 2022, influenzate da una flessione dei consumi delle famiglie e da un rallentamento del PIL, porteranno il mercato digitale a crescere a fine anno del 2,1%, per un valore complessivo di 76.836 milioni di euro.

Per quanto riguarda invece le previsioni per i prossimi anni, nel 2023 si stima un aumento del mercato digitale italiano migliorativo rispetto al 2022, con una crescita pari al 3% e un ammontare complessivo di 79.138 milioni di euro. Per i successivi anni si ipotizza invece un aumento più sostenuto: +4,8% nel 2024 (82.909  milioni di euro) e +5,3% nel 2025, con un mercato che nel 2025 potrebbe superare gli 87 miliardi di euro. Nel periodo 2023-2025 tutti i comparti sono previsti in crescita, ad eccezione ancora una volta di quello dei Servizi di rete. Inoltre, tra il 2022 e il 2025, i Digital Enabler è prevedibile che continuino ad essere un elemento di traino straordinario per lo sviluppo del mercato digitale italiano, grazie alle tante iniziative di trasformazione digitale che continueranno a nascere nelle aziende.

Oltre all’impatto che l’adozione delle tecnologie ICT ha sull’organizzazione delle imprese – prosegue Gay – queste tecnologie stanno attivando nuovi modelli di business, nuovi concorrenti e nuovi mercati, e trasformando modalità di produzione e processi, con la diffusione di fenomeni come la robotizzazione, l’automazione e l’intelligenza artificiale. Un aspetto sempre più centrale nella vita dei singoli Stati è rappresentato dai rischi derivanti dagli attacchi informatici. Questo rende il tema della Cybersecurity ineludibile, e imprese e pubblica amministrazione si stanno attrezzando per farvi fronte”.

Al tema della sicurezza informatica è infatti dedicata la seconda parte del Rapporto sul “Digitale in Italia”, che mette in evidenza come gli attacchi informatici siano continuati a crescere numericamente, a livello globale, nel corso del 2022, rappresentando una seria minaccia per la trasformazione digitale in corso. Da una parte, sono proprio una diretta conseguenza della crescente digitalizzazione e della diffusione dello smart working, dall’altra, l’aumento è imputabile anche all’esplosione del conflitto russo-ucraino. Aziende e Pubbliche amministrazioni sono pertanto particolarmente esposte e la sicurezza informatica è divenuta centrale nelle loro strategie. Il trend del mercato Cybersecurity risulta in forte espansione (+13,5% nel 2022, con una previsione di crescita media nel periodo 2021-2025 del 14%), mentre un ruolo importante per la difesa e la gestione degli attacchi lo avrà anche la normativa e la strategia di Cybersicurezza nazionale.

La sfida dei prossimi mesi, anche per il nuovo Governo – conclude Gay – sarà governare accelerazione tecnologica, sostenibilità e aggiornamento delle competenze al fine di gestire e ottimizzare le opportunità offerte dal PNRR. Mai come in questo momento di preoccupazione sui segnali recessivi dell’economia e di incertezza per il perdurare del conflitto in Ucraina, i governi possono influenzare il futuro competitivo e la crescita delle economie nazionali. Per favorire tali obiettivi serve che mantengano sostenuti gli investimenti in tecnologie digitali e rendano il lavoro più efficiente grazie alla formazione di competenze ICT e digitali avanzate. E serve che continuino a promuovere la ricerca e sviluppo e l’avvio di attività imprenditoriali innovative e ad elevata intensità tecnologica”.