L’Istituto Europeo delle Dipendenze presenta la nuova APP Closer, allargando la propria offerta di cure specialistiche

Si è svolta a Milano la conferenza stampa di presentazione della nuova APP sviluppata dall’Istituto Europeo Dipendenze alla presenza di Raffaele Lovaste – Presidente, Federico Seghi Recli – socio fondatore, Emanuele Bignamini – referente scientifico di IEUD e Oliviero Toscani, che ha realizzato un video per il lancio di questa APP.

Durante la conferenza stampa si è parlato di digital health, ovvero l’uso di tecnologie digitali e analisi dei dati per comprendere il comportamento relativo alla salute delle persone e fornire risposte personalizzate. La dipendenza patologica è una condizione particolarmente complessa che necessita di un tale approccio personalizzato in grado di comprendere a fondo tutte le caratteristiche del singolo individuo, del tipo di sostanza o situazione coinvolte e dell’ambiente circostante.


L’applicazione di soluzioni digitali al trattamento dell’addiction rappresenta una opportunità senza precedenti per ripensare un sistema di cura che si è rivelato impreparato a gestire l’emergenza della pandemia ed inadeguato ad intercettare alcune tipologie di dipendenza, con particolare riferimento al consumo di alcol,
cocaina, farmaci oltre che da pornografia, sesso e gioco d’azzardo.


“Relativamente alle principali sostanze di abuso che vediamo allo IEUD” – ha detto Raffaele Lovaste, Presidente dello IEUD – “in Italia si stimano 5 milioni di consumatori a rischio di bevande alcoliche, 700.000 consumatori di cocaina di cui 180.000 solo in Lombardia e quasi 6 milioni di consumatori di cannabis (fonte: Dipartimento delle Politiche Antidroga ed Istituto Superiore di Sanità). Solo una sparuta minoranza di queste persone accede ad una qualche forma di
trattamento e con grave ritardo rispetto all’insorgenza della condizione patologica; il nostro Istituto si pone l’obiettivo di allargare l’accesso a qualificate cure specialistiche su scala nazionale.”


Secondo Emanuele Bignamini, referente scientifico di IEUD, “il problema della dipendenza è particolarmente complesso perché chiama in causa tutte le
caratteristiche della persona, della sostanza o stimolo e dell’ambiente esterno; disporre di più informazioni clinicamente rilevanti consente di migliorare la comprensione del problema ed i nuovi strumenti digitali facilitano lo sviluppo di un ruolo attivo del paziente e, dove opportuno, della sua famiglia, nella relazione di cura a beneficio del percorso intrapreso. Disporre di una APP come Closer
equivale ad avere uno specialista “sempre in tasca” ed amplifica la portata e l’impatto della terapia fino a renderla potenzialmente accessibile anche nei momenti di maggior bisogno.”


Terapie digitali quali la APP CLOSER, favoriscono una diffusione omogenea sul territorio di cure ispirate alle migliori pratiche cliniche e la scalabilità del servizio rende fruibile il trattamento specialistico ad un gran numero di persone, in linea con il reale fabbisogno di cura ad oggi ampiamente disatteso.

“La APP CLOSER consente un continuo ed ordinato scambio di informazioni fra il paziente e i diversi specialisti coinvolti nel progetto di cura e grazie a questo, – ha detto Federico Seghi Recli, fondatore di IEUD – a decorrere da metà gennaio 2023 la nostra offerta terapeutica, ad oggi disponibile a Milano e Torino, sarà fruibile anche nelle città di Roma, Napoli, Bologna, Palermo, Catania, Brescia, Bari e Como. Altre aperture seguiranno nel secondo trimestre del 2023″.


Oliviero Toscani, il fotografo di fama internazionale, da sempre impegnato in progetti di educazione civile, ha immaginato uno slogan provocatorio Decidi tuse vivere o morire. “Tutti siamo dipendenti da qualcosa – ha detto Toscani – ci sono i tifosi di calcio, i fondamentalisti in ogni cosa, dalle religioni al veganesimo, quelli che hanno un hobby, i dipendenti dai soldi, dallo shopping, dalle merci…Le dipendenze sono di tutti, bisogna imparare a gestirle. Le dipendenze sono un’energia, che se non è controllata, prende il sopravvento e trasforma un sorriso nella morte. E’ in gioco la decisione personale. Occorre però combattere lo stigma e la discriminazione ancora presenti nella nostra società nei confronti di chi si trova in questa condizione, che portano a nascondersi e a ritardare il modo di riprendere il controllo della propria vita. L’app e gli specialisti di IEUD sono, in questo senso, un fantastico facilitatore”.